Vi raccontiamo un’esperienza unica: la degustazione dei vini Ronchi di Castelluccio e Poggio della Dogana. Abbiamo conosciuto il progetto enologico, la passione per i vini e l’amore per la terra che anima i fratelli Rametta. Non solo, abbiamo scoperto anche come abbinarli
Esistono alcuni sentimenti universali tra coloro che nascono lontani dalla propria terra e uno di questi è il desiderio di conoscerla. La nostalgia dei genitori e dei parenti più prossimi suscita la curiosità di esplorare i suoi paesaggi, la sua cucina, il suo legame con la terra e la sua gente. Questo è il sentimento che anima i fratelli Rametta.
Un’infanzia, un’adolescenza e una giovinezza tra Stati Uniti e Svizzera e poi…

Aldo e Paolo Rametta, nati a New Orleans e cresciuti tra gli Stati Uniti e la Svizzera, hanno dedicato anni all’imprenditoria nel settore delle energie rinnovabili, acquisendo significativa esperienza in finanza. Nel 2016, decidono di realizzare un sogno comune che unisce la loro terra d’origine, la Romagna, e la passione per l’agricoltura. “Mio fratello ed io – racconta Aldo Rametta – abbiamo sempre avuto il desiderio di avviare un progetto enologico.”
Abbiamo potuto verificarlo o, meglio, metterlo alla prova attraverso una degustazione organizzata per fare conoscere i vini Ronchi di Castelluccio e Poggio della Dogana.
Una filosofia basata sulla valorizzazione dei vini autoctoni
La degustazione dei vini Ronchi di Castelluccio e Poggio della Dogana ci fa scoprire vini che hanno voluttà, eleganza e profumi che fanno innamorare

Nel settore vitivinicolo, con l’azienda Ronchi di Castelluccio i fratelli Rametta hanno raggiunto l’obiettivo di restaurare completamente i Ronchi storici, antichi vigneti originariamente ricavati dai boschi limitrofi. Da questi terreni provengono i singoli vigneti: il Sangiovese Ronco Casone, il Ronco della Simia, il Ronco dei Ciliegi e il Sauvignon Blanc Ronco del Re. I vigneti sono stati rinnovati preservando ogni pianta, ripristinando le tradizionali tecniche di coltivazione e risolvendo le lacune utilizzando gli ecotipi storici documentati negli appunti di Remigio Bordini, padre di Francesco, attuale direttore agronomico ed enologico.
Con Poggio della Dogana si valorizzano il rosso sangiovese e il bianco Albana, uva vinificata in purezza dall’azienda, nella raffinata versione secca o nell’originale da uve stramature. In particolare, l’Albana è un vino con una storia secolare. Fino qualche anni fa era un vino poco apprezzato. Aldo Rametta lo definisce “un vino blasfemo per la sua unicità e versatilità“.
La degustazione dei vini Ronchi di Castelluccio

Sottovento Sauvignon Blanc Rubicone IGT Bianco 2021
La fermentazione alcolica e l’affinamento si svolgono in barriques, metà delle quali sono nuove. Il vino vi rimane per nove mesi, seguiti da altri nove mesi di riposo in bottiglia.
Di colore paglierino, al naso si presenta fresco e delicato, con sentori floreali, delicate note aromatiche e lievi accenni di frutta a polpa bianca e tropicale. Al palato è fresco, diretto e sapido, con sentori di erbe aromatiche come timo, salvia e origano, accenni di agrumi, mela verde, note tanniche e una leggera evidenza di legno, con una persistenza lunga.
Buco del Prete Romagna DOC Sangiovese Modigliana 2021
La fermentazione avviene in vasche di acciaio, e per l’affinamento si impiegano botti di rovere francese, dove il vino matura per un anno prima di passare altri sei mesi in bottiglia.
L’etichetta richiama le storiche etichette dei Ronchi degli anni ’80. Il disegno illustra il bosco attorno al vigneto del Buco del Prete, rappresentato con una prospettiva dal basso verso l’alto per evocare la sensazione di essere all’interno di un buco. I colori, deliberatamente astratti, creano un’atmosfera onirica che guida l’osservatore in un sorprendente viaggio sensoriale.
Il vino emana l’aroma di piccoli frutti rossi, violette e sottobosco, con sfumature leggermente affumicate e speziate. Al palato, è generalmente delicato, con un carattere gustoso e un corpo agile, che si conclude con un finale aromatico e nuovamente fruttato.
Ronco del Re Sauvignon Bianco Colli di Faenza DOC 2021
Le uve sono coltivate in un vigneto cinquantenario situato a Modigliana, allevato a cordone speronato con esposizione a Nord-Est, su un terreno franco-sabbioso arricchito da marne calcaree. La fermentazione e l’affinamento avvengono in barriques di rovere nuove, dove il vino rimane per otto mesi, seguiti da almeno 14 mesi di maturazione in bottiglia.
Al naso emergono profumi di frutta gialla matura, in particolare mela, frutta disidratata, scorza di agrumi maturi, fichi secchi e sfumature di distillato. Presenta una buona struttura, è intenso e sapido, con una nota alcolica percepibile e con aromi di mela matura e albicocche disidratate.
Ronco della Simia Romagna DOC Sangiovese Modigliana 2020

La fermentazione avviene parzialmente in vasche di acciaio e parzialmente in piccoli tini di rovere, mentre l’affinamento si svolge in barriques e tonneaux di rovere, dove il vino matura per 10 mesi prima di trascorrere almeno altri 14 mesi in bottiglia. Si tratta di un vino prodotto dagli anni 90, ma conosciuto già negli anni 70.
Al naso, rivela note balsamiche di vaniglia, legno dolce e un assortimento di spezie, accompagnate da sfumature di frutta a bacca scura. La struttura è eccellente, secco, con un tannino evidente e una leggera evidenza del legno, austero. Offre note amare e aromi di radici e china, spezie, pepe, con sottili tracce di vegetazione secca e una buona persistenza che termina con un retrogusto leggermente amaro.
L‘etichetta del Ronco della Simia non rappresenta meramente un esercizio di stile, ma è piuttosto un tributo alla bellezza della natura e alla ricca storia della Romagna. Trae ispirazione dalle opere del XVI secolo di Ulisse Aldrovandi, eminente naturalista di Bologna, e ritrae un’epoca remota caratterizzata da curiosità e scoperte, evocando la connessione profonda tra il vino e il suo territorio.
Il nome “Ronco della Simia” ha origine da una leggenda locale che racconta di una scimmia, fedele compagna di un soldato, sepolta in quelle terre durante un conflitto bellico, facendo di questo luogo non solo un testimone di vicende storiche, ma anche un custode di memorie e simboli di una lealtà eterna.
La degustazione dei vini di Poggio della Dogana
La grafica delle etichette e i nomi dei vini sono legati a storie familiari e alla passione del nonno per i cavalli. I bozzetti sono di Silvio Gordini, il trisavolo dei fratelli Rametta

Belladama DOCG Albana Secco 2023
Un vino con una buona capacità d’invecchiamento. Come racconta Aldo Rametta ” è un cavallo che deve essere domato, perchè irrequieto“. La vinificazione viene fatta in assenza di bucce, attraverso pressatura tradizionale lenta in pressa verticale. La fermentazione avviene in tini di acciaio a temperatura controllata. L’affinamento prevede 10 mesi in cemento non vetrificato, con periodici battonage sulle fecce fini, e di almeno 4 mesi in bottiglia.
É un vino di grande freschezza. Al naso presenta sentori di agrumi, fiori bianchi ed erbe aromatiche, in bocca il quadro aromatico spazia tra limone, pompelmo, un tocco di arancia bionda, salvia e rosmarino.
Farfarello Romagna Albana DOCG Secco 2022
È un vino vivace, con un finale ricco di sapidità. Presenta un bouquet olfattivo intenso, con sentori di albicocca, ciclamino e gelsomino. In chiusura, si distingue per una leggera sensazione tannica, caratteristica dell’Albana.
Gli abbinamenti dei vini di Ronchi di Castelluccio
- Sottovento Sauvignon Blanc Rubicone IGT Bianco 2021: si abbina perfettamente con primi piatti a base di carne, quali le lasagne alla bolognese e le pappardelle al ragù di cinghiale, oltre che con secondi piatti come la carne alla griglia.
- Buco del Prete Romagna DOC Sangiovese Modigliana 2021: si abbina perfettamente con salumi, primi piatti a base di carne, zuppe e minestre in brodo e formaggi stagionati.
- Ronco del Re Sauvignon Bianco Colli di Faenza DOC 2021: ottimo con um’orata alla griglia, si abbina anche con piatti di carne come le costine di agmello o piatti di verdure.
- Ronco della Simia Romagna DOC Sangiovese Modigliana 2020: Si accompagna bene con piatti di carne arrosto o alla griglia, carne stufata o in casseruola, e piatti di selvaggina.
Gli abbinamenti dei vini di Poggio della Dogana
- Belladama DOCG Albana Secco 2023: primi e secondi a base di pesce, ma anche carni bianche e piatti speziati.
- Farfarello Romagna Albana DOCG Secco 2022: carni bianche, maiale e pesce.

