Una breve ma intensa chiacchierata con Federica Boffa, la quinta generazione della cantina Pio Cesare
Una cantina che attraverso i suoi vini di altiisima qualità esprime il territorio. Tutte proposte che ben si prestano ad accompagnare i nostri piatti
Federica Boffa della cantina Pio Cesare, assieme al cugino Cesare, è la nuova generazione alla guida di Pio Cesare, storica cantina albese, unica a trovarsi nel centro storico della cittadina piemontese. Federica è una giovane donna che vive il mondo del vino con una passione che traspare dalle sue parole, dal suo narrare il vino. Lo racconta con schiettezza, chiarezza e trasparenza. Il modo di chi lo ha amato fin da piccola. Una capacità che affascina quanto il vino che ho nel calice.

Federica Boffa della cantina Pio Cesare, una donna con una marcia in più
Piemontese, classe 1997, laureata in Economia Aziendale a Torino, una vita trascorsa nella cantina di famiglia, Francesca della cantina Pio Cesare conosce il mondo del vino alla perfezione. Dopo la scomparsa nel 2021 di suo padre Pio Boffa, si occupa a 360 gradi della cantina di famiglia– fondata dalla damiglia nel 1881 – nel centro di Alba.
Una breva intervista a Federica Boffa della cantina Pio Cesare
Prima di una degustazioni di vini a Milano presso l’Enoluogo di Civiltà del Bere in Via Andrea Doria 24, abbiamo modo di una breve, ma ricca di spunti, intervista con Federica Boffa della cantina Pio Cesare.
Esiste il vino naturale o è solo una moda?
Il vino naturale esiste da sempre e noi lo produciamo dal 1881, è semplicemente il prodotto di Madre Natura.
Quando un vino è buono?
Quando suscita un’emozione e crea un bel ricordo.
Come si comunica il vino in modo corretto?
Cercando di raccontare la storia che c’è dietro, la cura e dedizione di chi l’ha prodotto.
Essere donna nel mondo del vino è un vantaggio o uno svantaggio?
È una sfida che ti obbliga a dare sempre il meglio ma allo stesso tempo ti permette di migliorarti sempre di più.
Spesso si sottovaluta il ruolo del sommelier? Qual è il suo ruolo?
Il ruolo del sommelier è fondamentale, soprattutto negli ultimi tempi in cui quando si va al ristorante si cerca di vivere un’esperienza a 360 gradi ed ovviamente il vino è parte integrante di quell’esperienza. Il sommelier è il veicolo attraverso cui si racconta la storia di un produttore e il sommelier contribuisce fortemente alla diffusione e popolarità di un brand.
Come cambierebbe la carta dei vini per renderla più leggibile?
Ho avuto la fortuna di leggere molte carte dei vini e la maggior parte di queste erano già molto ben organizzate e leggibili. Proverei magari ad inserire una piccola nota riguardo la storia delle cantine, se sono cantine storiche o di appena nate, se sono a conduzione famigliare, se sono piccole boutique o di più grandi dimensioni. Personalmente sono questi i parametri che utilizzo nella scelta di un vino al ristorante ma anche in enoteca.
Abbinamenti: esiste una regola?
Vale tutto, basta divertirsi ed emozionarsi.
Si parla sempre più di vini ruffiani, ma è una dizione corretta?
Penso che si dovrebbe soffermare di più nella descrizione degli stili e delle filosofie che ci sono dietro alle cantine piuttosto che a generalizzare.
Se fosse un vino, quale vino sarebbe?
Un vino di corpo e struttura e complessità ma anche con una grande finezza ed eleganza, capace di migliorare con gli anni ma con una pronta beva già in gioventù, insomma come un buon Barolo Pio Cesare!
Passato e presente del Barolo: Pio Cesare

Oggi il Barolo ha acquisito grande fama, tanto da conoscere una classificazione in sottozone. Di certo la famiglia Pio ha contribuito a costruirne la storia. Il bisnonno di Francesca ha trasformato una passione in lavoro, mutando la propria abitazione in cantina. Erano gli anni 40 e l’azienda Pio Cesare era guidata da Rosy Pio e da suo marito Giuseppe Boffa. Proprio grazie al loro lavoro il Barolo e il Barbaresco hanno cominciato ad essere prodotti in modo diverso. In particolare, il Barolo da vino dolce e leggermente mosso è diventato secco, con un colore più deciso.
Lentamente ma inesorabilmente la famiglia Boffa ha acquistato i vigneti dove l’azienda si riforniva di uva, costruendo una proprietà di 75 ettari in 18 diverse zone delle Langhe. Qui vengono prodotti Barolo, Barbaresco, Dolcetto, Barbera, Nebbiolo, Chardonnay, Sauvignon e un rosato da Nebbiolo e Syrah. Ancora oggi si continua a fare una produzione artigianale che dall’anno di fondazione non è mai stata abbandonata. “Io con mio cugino Cesare – racconta Francesca Boffa – siamo i custodi della storia della nostra cantina“.
La degustazione dei vini della cantina Cesare Pio

La degustazione guidata da Francesca Boffa della cantina Pio Cesare e da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere.
Chardonnay Piodilei
Le uve provengono dai vigneti storici nei dintorni di Treiso e di Serralunga d’Alba. La sfida è quella di produrre un vino bianco capace di invecchiare. Un vino elegante, rotondo. Al naso propone intense sensazioni olfattive d’eleganza e finezza, che si rivelano con note di dolcezza fatte di frutto, spezie e balsamicità. Al palato si rivela morbido, fresco.
Barolo Pio Docg 2019
Un vino che nasce da Cascina Ornato, La Serra e Briccolina di Serralunga d’Alba, da Gustava e Garretti di Grinzane Cavour, da Roncaglie a La Morra, da Ravera a Novello e da Mosconi di Monforte d’Alba. Vino austero e severo, con forti sentori di ciliegie, fiori appassiti, note terrose di sottobosco e spezie.
Barbaresco Il Bricco Docg 2019
Un vino, che nasce dai vigneti di Treiso, austero, ricco di sentori di frutti neri, spezie e un dolce richiamo alla cannella.
Barolo Mosconi 2019
Un vino rosso granato scuro, piacevole, equilibrato, bilanciato, che proviene dai vigneti di Monforte d’Alba. Al palato risulta assai elegante. Si percepiscono frutti rossi scuri, salvia, arancia rossa, tabacco e cedro.
Barbaresco Pio Docg 2015 Magnum
Con aromi di cenere e frutti scuri risulta un vino intenso, con sentori di frutta scura. Risulta corposo con tannini rotondi.
Barolo Pio Docg 2012 Magnum
Un vino austero, con sentori di ciliegia e spezie. Una proposta dal corpo pieno, strutturato, con tannini levigati.
Barolo Ornato Docg 2019 Magnum
Un vino che ben rappresenta il terroir di Serralunga. Presenta sentori di piccoli frutti di bosco e cassis, sottobosco, fiori blu e buccia d’arancia candita. Presenta una buona tannicità e acidità. Persistente.
Vermouth di Torino
Dal colore giallo dorato con sfumature ambrate, è una proposta assai avvolgente con forti sentori di erbe aromatiche, agrumi e spezie. Dolce, ma in modo bilanciato.
Credit Photo: A. Prochietto
