Quanta acredine nell’articolo pubblicato sul Times! Il giornalista Tony Turnbull attacca duramente il panettone, sostenendo che il pudding sia un dessert da preferire. Ma è vero?
Se l’intenzione del giornalista era quella di suscitare un veemente dibattito, l’obiettivo non è stato raggiunto. Le sue argomentazioni sono troppo deboli e faziose
La critica del Times al panettone è giusta? Nella terra dove c’è solo il fish n’ chips e al massimo le pies, la critica al panettone sembra un po’ troppo! Ovviamente l’articolo del Times non è passato inosservato. Il panettone gate si è trasformato in un fulmine a ciel sereno. Se il paese che vanta meno tradizione gastronomica attacca uno dei dolci italiani più apprezzato all’estero, ci si aspetta lo scoppio di una polemica. Così non è stato. Le argomentazioni sono inesistenti.

Prima di tutto… cos’è il Christmas Pudding
Il food editor del Times, Tony Turnbull, ha scritto, in occasione delle feste natalizie, che il Christmas Pudding è migliore del più noto dolce natalizio italiano. Un articolo a cui è stata data addirittura la prima pagina del prestigioso giornale.Ma che cos’è il Christmas Pudding?È un budino di frutta secca proposto a Natale in Gran Bretagna. Dalla forma rotonda è a base di uova, mandorle, canditi, zucchero, melassa, rum e spezie.
La critica del Times al panettone: che cosa l’ha provocata
L’articolo sembra un tentativo piuttosto grossolano di difendere il dolce natalizio nazionale, soprattutto ora che la catena di supermercati Waitrose ha rivelato che le vendite del panettone nel Regno Unito sono cresciute del +24%. La stessa tendenza è stata confermata da altre catene. Sembra che in Gran Bretagna sia scoppiata la panettone – mania!
La critica del Times al panettone: come è stata formulata
«Basta con il panettone – ha scritto il noto giornalista nazionalista. Ho il sospetto (e spero) che i dati di vendita non raccontino l’intera storia.Tanto per cominciare, molte persone preparano ancora il Christmas pudding, mentre nessuno prepara il proprio panettone a casa, quindi gli amanti del pudding vecchio stile non sono calcolati. Inoltre, sappiamo tutti che il fascino del panettone, con le sue belle confezioni, non sta nel mangiarlo ma nel regalarlo».
Insomma il panettone è solo una moda passeggera, un regalo originale, facile, se serve, da riciclare. Tesi piuttosto strampalata. Chi regalerebbe un dono ritenuto di scarsa qualità?
La critica del Times al panettone: l’ironia inglese (non pervenuta!), piuttosto un panegirico al pudding
Ma il rancore del giornalista si spinge oltre: “troppo dolce, molto spesso pesante ed eccessivamente cotto, è buono solo quando, in prossimità della data di scadenza ad aprile, ci si fa un gigantesco pudding aggiungendoci il burro”.
Iginio Massari non ci sta e replica sul Corriere della Sera

La notizia non ha lasciato indifferente il pasticciere più famoso in Italia: Iginio Massari. Sulle pagine del Corriere della Sera il pasticciere bresciano risponde così: “La critica è sacrosanta. Ma ciò che ha scritto sul panettone è una scemenza e denota poca conoscenza di un dolce così complesso e elaborato.
Quanti e quali panettoni – continua Iginio Massari – ha mangiato Turnbull per dare un giudizio? Chi e come li aveva prodotti e quando? Erano artigianali o industriali? La differenza è spesso abissale ma anche lì c’è chi riesce a lavorare bene.”
La storia del panettone, un’antica tradizione milanese

La leggenda più accreditata vuole che, alla vigilia di Natale, il capocuoco della cucina di Ludovico il Moro bruciasse il dolce preparato per il banchetto ducale. Lo sguattero Toni sacrificò il panetto di lievito madre che aveva tenuto per sé. Lo lavorò a più riprese con farina, uova, zucchero, uvetta e canditi, fino ad ottenere un impasto soffice e assai lievitato. Ottenne un ottimo risultato tanto che Ludovico il Moro dette al dolce il nome di Pan de Toni.
Probabilmente, in origine, il panettone era solo un grosso pane, infornato senza l’utilizzo di uno stampo. Fu Angelo Motta a cambiare la storia del dolce meneghino. Nei primi del 900, decise di arricchire di grassi il panettone, fasciandolo con carta paglia, per dargli uno slancio verticale. A rendere celebre il dolce natalizio concorse anche Alemagna, che sperimentò la lievitazione naturale.
E se il panettone diventasse il dolce di tutto l’anno?
Non è un’eresia. Il Brasile e il Perù sono i maggiori produttori di panettone al mondo. In Brasile l’azienda più importante è la Bauducco, il cui fondatore, si racconta, si imbarcò negli anni Sessanta alla ricerca di fortuna con una valigia in cui custodiva la pasta madre. Oggi l’azienda ne produce più di trentanovemila tonnellate l’anno. In Perù a detenere il monopolio dei panettoni è, invece, la D’Onofrio. Lo diciamo subito: panettoni assai diversi dai nostri, ma mangiati tutto l’anno. Dopotutto il panettone è versatile e soprattutto buono!

