Cortina d’Ampezzo sta vivendo una nuova stagione del gusto, in cui la cucina di montagna si evolve in chiave gourmet senza perdere il legame con il territorio. Tra ristoranti storici e interpretazioni contemporanee, chef e artigiani del gusto raccontano le Dolomiti attraverso piatti che uniscono tradizione, creatività ed eccellenze locali. Dal festival The Queen of Taste nasce un itinerario enogastronomico in cinque tappe che svela i migliori ristoranti di Cortina, protagonisti di una piccola ma significativa rivoluzione culinaria
Quali sono i migliori ristoranti di Cortina? Per chi si occupa di enogastronomia il desiderio più grande è quello di avere la possibilità di cenare nella stessa sera in più ristoranti per degustare piatti capaci di raccontare un territorio grazie sia alla maestria di chef locali che all’interpretazione creativa di chi è da sempre consapevole che la cucina è cultura. Un sogno che si è realizzato il 9 e il 10 settembre a Cortina presso The Queen of Taste, il festival del gusto, organizzato da Chef Team Cortina e Cortina For Us (in collaborazione con Globetrotter Gourmet e con il patrocinio del comune di Cortina d’Ampezzo).
L’appuntamento culinario StrEat Chef è stata la formula perfetta per visitare cinque dei locali più esclusivi di Cortina, quali i ristoranti:
- Al Camin
- Baita Fraina
- Villa Oretta
- Lago Scin
- Pasticceria Alverà
5 tappe, 14 protagonisti della ristorazione montana e altrettante proposte culinarie che in un piatto hanno saputo includere eccellenze, maestria, creatività e territorio.
Un tour enogastronomico a Cortina per assaggiare la cucina di montagna gourmet
Cortina sta vivendo una piccola rivoluzione gastronomica grazie ad un numero crescente di ristoranti che propongono la cucina di montagna in chiave gourmet.
Siamo a Cortina, la regina delle Dolomiti, in provincia di Belluno, terra di allevatori e di commercianti di legname, trasformatasi nella metà dell’800, grazie alla presenza della ferrovia, in luogo di villeggiatura ad alta quota per la ricca borghesia europea. In questa cittadina montana si trovano diversi ristoranti dove mangiare l’autentica cucina di montagna proposta in chiave gourmet.
I migliori ristoranti di Cortina: cucina di montagna moderna
Al Camin, dove mare e montagna, passato e presente s’incontrano felicemente

“Cucinare è un’arte, sei non sei cuoco dentro non puoi fare questo lavoro”, così si presenta Fabio Pompanin, chef e titolare del ristorante Al Camin. Il ristorante, ristrutturato nel 2012, offre ai suoi ospiti la possibilità di pranzare anche su una terrazza da cui si può ammirare una vista panoramica sulle Dolomiti e sul centro di Cortina.
Il menù riassume il mare e la montagna in piatti come il timballo di riso nero con gamberi e salsa al curry, pasta e ravioli fatti in casa, le zuppe di stagione, il baccalà, la cacciagione e i dolci dello chef. I piatti di Fabietto, come tutti chiamano Fabio Pompanin, sono un laboratorio permanente, dove gli ingredienti mixano rispetto dell’ingrediente, creatività e talento. Molto interessante anche la carta dei vini con oltre 150 etichette prevalentemente italiane, con qualche proposta estera. In chiusura le grappe fatte in casa, i liquori e i digestivi.
Baita Fraina, dove tradizione e futuro della cucina di montagna vanno di pari passo

A pochi chilometri dal centro di Cortina d’Ampezzo si trova un luogo incredibile in mezzo al verde, di proprietà della famiglia Menardi da oltre 40 anni. Un classico essenziale senza il quale è impossibile capire la cucina di montagna del XXI secolo. Il ristorante è, infatti, testimone della modernizzazione della cucina delle Dolomiti. Una cucina che continua ad evolversi, dal momento che gli chef sanno benissimo che si possono percorrere solo due strade: crescere o mummificarsi.
Qui si trovano piatti classici, ma anche elaborazioni creative dove il prodotto locale e i sapori della memoria non vengono mai traditi. I piatti più rappresentativi di Luca Menardi, terza generazione di Baita Fraina, sono quelli a base di cervo: dai tagliolini al ragù bianco al filetto con composta di mirtillo rosso e aceto balsamico, ma anche i ‘casunzièi’ e gli altri piatti rivisitati dalla tradizione, i formaggi e i salumi selezionati da produttori locali. Ad accompagnare le proposte dello chef più di 800 etichette selezionate da Simone Menardi. Una passione, quella per il vino, che ha portato la famiglia ad aprire un’enoteca a Cortina, in Largo Poste, in cui i calici si accompagnano ad assaggi gourmet.
Villa Oretta, dove Cortina incontra la cucina veneziana

Pietro Bocus– noto a tutti come ‘Piero’ –, assieme alla moglie Giovanna, trasforma quella che negli anni Settanta si presentava come una pensione di poche camere, in un hotel-ristorante accogliente ed elegante. Appena fuori dal centro di Cortina, in località Ronco, Villa Oretta è un punto di riferimento per gli habitué della Regina delle Dolomiti.
Viaggiare e conoscere il mondo attraverso il palato è un’esperienza che non è solo coinvolgente e divertente, ma anche un’esperienza culturale. E allora è straordinario visitare le città italiane attraverso il palato. Cenare a Villa Oretta equivale a conoscere la cucina tradizionale italiana, in particolare veneziana. Lo chef Luigino Anzanello propone accanto ai ravioli padellati tipo carbonara e all’ intramontabile Chateaubriand, resa più ampezzana dalla fasciatura allo speck, il baccalà mantecato, i risotti di pesce, il pescato della laguna veneta e il fegato alla veneziana. Ciascun piatto trova il suo abbinamento nelle oltre 400 etichette della carta dei vini.
Lago Scin, la scoperta sorprendente del gusto di montagna

Lago Scin, affacciato sull’omonimo lago a pochi chilometri da Cortina d’Ampezzo, rappresenta il classico stile delle baite d’alta quota. Il ristorante è guidato dallo chef e titolare Carlo Festini e da una brigata di cuochi e pasticcieri specializzati. Il menù è incentrato sulle specialità della cucina ampezzana e regionali riviste per fare scoprire al commensale preparazioni gourmet. I piatti traggono ispirazione dagli ingredienti locali e dalla cultura culinaria delle Dolomiti.
Le ricette tipiche, quali il paté di capriolo con pan brioche, il prosciutto di cinghiale con insalatina di mele, la trota affumicata, sono le vere protagoniste. La selvaggina viene declinata dall’antipasto al primo, tra pappardelle al culì di lepre, ravioli con mirtillo rosso e zuppa d’orzo e quaglie al tartufo, fino al secondo di spezzatino di cervo. A completare la proposta il goulasch con polenta e canederli, le bracioline di agnello alle erbe e i dolci. Il menu è un puzzle gastronomico dove ogni tessera risulta essenziale per realizzare un’esperienza unica e divertente.
Pasticceria Alverà, 100 anni di storia raccontata da una famiglia

Da generazioni dedicata all’arte bianca e pasticcera, la pasticceria Alverà nasce come piccolo forno nel 1914 in piazza Pittori Fratelli Ghedina, in centro a Cortina. Il fondatore è Adolfo Alverà, bisnonno dell’attuale titolare Massimo, che porta avanti la tradizione di famiglia, innovandola nella produzione e nel servizio, grazie anche all’apertura del reparto caffetteria.
Quando varchi la soglia della pasticceria Alverà, vieni avvolto subito da dolci profumi. Le proposte sono veramente tante. Si va dalla pasticceria mignon – un vero caposaldo di Alverà, con 35 tipologie di pasticcini, diversi per gusti, consistenze e cremosità – alle monoporzioni, fino alle classiche torte della tradizione e a quelle più contemporanee, che seguono la stagionalità dei prodotti. La sorpresa è poi la ricca e golosa offerta di proposte salate e di prodotti da forno come pane e focacce. A colazione sono offerte ottime brioche, sfogliate a lievitazione naturale oppure classiche accompagnate da caffè e cappuccini.
Ecco i migliori ristoranti di Cortina che hanno rivoluzionato la cucina di montagna rendendola gourmet!
Credit Photo: manazproductions

