Perché Pirandello virtual reality a Palermo? Pirandello è lo scrittore filosofo che nei primi del ‘900 sottolinea l’impossibilità per l’uomo di costruirsi una salda identità. L’uomo irrimediabilmente porta con sé una doppia identità: una anagrafica e una collettiva auto-imposta o imposta dalla società. E dove se non a tavola emerge questa duplicità? Davanti ad una tavola imbandita siamo noi stessi o ci costringiamo a recitare una parte che ci è stata assegnata?
Quando il pensiero unico entrò in crisi
Sino agli inizi del ‘900 regnava quasi indisturbato una forma di pensiero unico, un pensiero puramente quantitativo, lineare, che affrontava i problemi dell’uomo solo attraverso il calcolo, la forma esteriore, la mancanza di prospettiva. Soffiò poi un vento ricco di sconvolgimenti.
Così sottolinea Claudia Carmina, Docente di letteratura italiana e contemporanea, nella introduzione dell’evento: “Freud indagò le profondità dell’animo, dando visibilità a quello che sino a quel momento era indicibile ed Einstein irruppe con la teoria della relatività. La rivoluzione del fisico tedesco, insieme al pensiero dello psicologo viennese, hanno cambiato il corso della nostra storia culturale. Nell’arco di pochi anni la pubblicazione, prima del libro ‘L’interpretazione dei sogni”, e successivamente l’enunciazione della ‘teoria della relatività’, fecero nascere nuove forme di pensiero”‘
In questo contesto culturale irrompono gli scritti di Luigi Pirandello: «che scompone, disordina, (…) quando, comunemente, l’arte in genere, com’era insegnata dalla scuola, era sopra tutto composizione esteriore, accordo logicamente ordinato» (“L’umorismo”).

Pirandello virtual reality a Palermo: cultura, cibo e identità
L’evento “Pirandello VR” ha voluto recuperare la profondità della visione del Maestro siciliano, creando un corto circuito fatto di di suggestioni, emozioni e idee con al centro la commedia “Così è se vi pare”.
I partecipanti all’evento attraverso un visore di Virtual Reality 360° hanno potuto immergersi nel mondo dello scrittore e filosofo: in uno stupefacente zig-zag tra metateatro, multi-identità, emisferi cerebrali connessi e neuroscienze applicate all’arte, la visione del genio siciliano emerge come estremamente attuale. La trasposizione pirandelliana nella realtà virtuale è stata possibile grazie agli interventi di rilettura e adattamento di Elio Germano e la trasposizione VR di Omar Rashid che lo hanno reso più attuale e incisivo grazie anche all’inserimento, nella trama stessa, di chat e video call.
Pirandello a tavola
Ed infine, per cena, ai partecipanti dell’evento è stato offerto un menu ricco di riferimenti pirandelliani. L’evento “Pirandello VR” ha così unito il cibo come teatro dei sensi, il metateatro del drammaturgo siciliano e il metaverso: le istanze delle neuroscienze hanno permesso di offrirci una lettura più approfondita delle dinamiche teatrali in virtual reality. Ormai voi lettori di Famelici lo sapete, il cibo non è solo una forma di nutrimento ma anche desiderio, cultura e creatività.
Un autore in Virtual Reality
Nella costruzione e introduzione alla Performance VR, presso l’Università degli Studi di Palermo, da parte di Marilena Mureddu, Sales & Marketing Director Neuralya, insieme a Fabrizio Bellavista, Partner Emotional Marketing Lab, Claudia Carmina, Docente di letteratura italiana e contemporanea, Carlo Nuccio, CEO di Neuralya, Gianmarco Troia CEO di Qwince, Monica Viani. co-founder del foodblog Famelici e Giampiero Soru, Docente di neuromarketing, sono emerse importanti indicazioni sulla disruption del pensiero pirandelliano e sulle istanze che il neuromarketing coniugato con l’arte. Ugualmente, la simbiosi tra spettatore e attore, ci ricorda il parallelo tra metateatro (quello del drammaturgo Agrigentino) e il metaverso grazie al lavoro di rilettura e attualizzazione applicato alla commedia da Elio Germano.
Le interviste
Intervistati nel dietro le quinte, alcuni dei protagonisti hanno rilasciato dei brevi commenti.
La sfida
Gianmarco Troia, CEO di Qwince: “Metabolizzare il pensiero del maestro agrigentino prima e ideare una cena a lui ispirata è stata un’esperienza complessa, difficile ma anche entusiasmante. Accostare Pirandello significa, per un siciliano, confrontarsi con il proprio modo di essere, con i ricordi, con la storia e con il genio – in questo caso. Elaborare ed esprimere tutto ciò nella cucina è stato una vera e propria sfida”.
La finzione quasi tangibile
Marilena Mureddu, Neuromarketer e sales director di Neuralya: “I temi della finzione e della realtà sono al centro di moltissimi lavori del drammaturgo siciliano e questo evento, che abbiamo costruito e sponsorizzato, grazie alla Virtual reality ha fatto sì che l’esperienza di finzione diventasse quasi tangibile, rarefacendo i confini tra realtà e rappresentazione, tra fisico e digitale in una ricerca costante su identità e verità che, come tutti sappiamo bene, era centrale nell’opera di Pirandello”.
Il mondo virtuale rende reale il pensiero di Pirandello?
Monica Viani, co-founder Food Blog Famelici: “Realtà virtuale e cibo sembrano essere lontani, inconciliabili. Una follia. Eppure, se leggi le opere di Pirandello ti accorgi che ciò che sembra essere agli antipodi è più vicino di ciò che appare. Il cibo nello scrittore agrigentino è sempre presente. Spesso è ricordo, “memoria dell’odore”, nostalgia, ma talvolta diventa, come nel caso dell’uovo ne “Il Giuoco delle parti”, metafora di come l’esistenza sia tutto e niente. Il mondo virtuale rende paradossalmente reale il pensiero pirandelliano”.
La complessità della percezione e della realtà
Alessandro Cocco, Italy Training Manager Lavazza: “L’opera ‘Così è (se vi pare)’ di Pirandello, rimane una commedia straordinaria e affascinante che sfida il pubblico moderno a riflettere sulle complessità della percezione e della realtà. Si cambia prospettiva e si esaspera l’emozione se tale commedia la si vive indossando un visore (tecnologia immersiva) e si entra nello spettacolo in mezzo agli attori.
Sto parlando di una performance inedita in realtà virtuale di Così è (o mi pare), un adattamento e attualizzazione dell’opera teatrale di Luigi Pirandello”. Questa premessa per anticipare “una serata entusiasmante”, patrocinata dall’Associazione Italiana Neuromarketing (AINEM), dall’Università degli Studi di Palermo e sponsorizzata da Neuralya, Qwince e con la collaborazione del Lavazza Training Center”.
Una nuova geografia dell’inconscio
Fabrizio Bellavista, partner Emotional Marketing Lab: “Il Pirandello di “così è se vi pare” in questa trascrizione per la Virtual reality, ci mostra come un’opera teatrale in modalità immersiva aumenti esponenzialmente l’attenzione conversazionale, il coinvolgimento, la gioia partecipativa. Si viene a comporre una nuova cartografia dei territori dell’inconscio, per far affiorare suggestioni ed emozioni dal sottosuolo dell’io.
Grazie allo scrittore agrigentino abbiamo avuto accesso ai sotterranei del linguaggio, a contatto con una ingegneria interiore, ove la realtà appare per quella che è: vacua e personalizzabile adatta ad una comunicazione non-lineare. La connessione con le tecnologie immersiva ha ancor di più reso attuale il messaggio di questa commedia degli equivoci (e delle pluri-identità): Così è se così vi pare: la realtà è veramente negli occhi di chi la guarda?”.
Il cibo come costruzione della nostra identità
Giampiero Soru, Docente di neuromarketing: “All’evento di Palermo, l’incontro tra cibo e cultura ha aggiunto un livello di profondità all’esperienza, perché il cibo, come l’arte, è un linguaggio che comunica emozioni e tradizioni lavorando sull’identità culturale della nostra storia e del nostro passato. La cena diventa un atto di condivisione e riflessione, dove i sapori si fondono con le idee, stimolando nuove conversazioni e connessioni.
Questo evento ci ha invitato a considerare come l’arte, la tecnologia e la cultura possano influenzare il nostro modo di pensare e comunicare e, per quanto riguarda la mia esperienza personale, ha offerto uno spunto per esplorare il potenziale della realtà virtuale e della narrazione immersiva nella comunicazione e nel marketing, aprendo nuove prospettive per coinvolgere il pubblico in modo più profondo ed emozionante”.
Pirandello e la rappresentazione del cibo
Il cibo è usato per descrivere quella condizione umana che genera il sentimento del contrario, l’atteggiamento umoristico che ci consente di cogliere il carattere contradditorio della realtà. Il cibo si trasforma in un mezzo, un escamotage letterario per dare verosimiglianza alla narrazione. Il modo di apparecchiare la tavola, la descrizione degli ingredienti o di un piatto possono servire a sottolineare le differenze sociali, caratteriali e persino i conflitti tra personaggi. Avere fame, essere affamati e non riuscire a soddisfare le proprie voglie a tavola è la descrizione dell’incapacità dell’uomo di trovare un equilibrio.
Il guscio dell’uovo e il valore simbolico del cibo
La metafora dell’uovo è narrata sia ne “Il giuoco delle parti” sia ne “I sei personaggi in cerca d’autore”. Nella commedia Leone Gala per spiegare il mistero della vita racconta che, quando l’uovo viene bevuto si deve praticare un piccolo foro sul suo guscio. Alla fine, rimane un involucro intero, ma privato del suo contenuto. L’esistenza di Leone Gala è come l’uovo, apparentemente integra, in realtà vuota (il guscio rappresenta la ragione, mentre il contenuto la parte istintuale). Unica gioia la cucina e la lettura. Anche nel dramma “I sei personaggi in cerca d’autore” il capocomico usa la stessa metafora.
Il mondo della tecnologia e la realtà virtuale aumenterà tale frattura o ci aiuterà a sanarla? Ecco un dilemma famelico!
Un menu pirandelliano a Palermo presso il ristorante AI Normanni
Come abbiamo già scritto, nei testi pirandelliani, non ci sono ricette, ma molti riferimenti al cibo che hanno reso possibile costruire un menu a tema.
Qui di seguito la scansione delle portate con le metafore e riferimenti sociali del Maestro Siracusano, opera dello Chef Gianmarco Troia, maestro di cultura e contaminazioni. Gianmarco Troia, Ingegnere e CEO di Qwince, si occupa d’innovazione digitale nel settore sanitario. È un’alchimista del tempo moderno, unendo i rigori dell’analisi e della logica ingegneristica con il ritmo spontaneo e l’estro dell’arte culinaria. Tra le armonie del digitale e gli aromi della cucina, la sua vita si snoda lungo una doppia elica di precisione e passione.
Ecco le scansioni del menu
La Finzione
Pirandello: “Una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile” (“Uno, nessuno e centomila”).
Cozza a mare, pomodoro e gambero
Cannolo salato con ricotta “vastasa”, pistacchi e coulis di pomodori
Ecco la “finzione pirandelliana” spiegata dallo stesso chef: “La ‘cozza a mare’ è in realtà della pasta nera a forma di guscio di cozza, riempita con una crema al pomodoro (molto saporita perché preparata con estratto di pomodoro, pomodorino Pachino, pomodoro secco e basilico) e gambero bianco crudo. Insomma, la cozza rimane a mare! Ma l’impressione è quella di mangiare un mollusco”.
Il Cannolo siciliano cambia identità
Continuando con la grammatica pirandelliana incontriamo il cannolo salato che è realizzato con una crosta di cannolo salata, riempita da una ricotta lavorata con pomodoro secco, sale, finocchietto selvatico e pepe nero. Il cannolo viene completato con granella di pistacchi di Bronte e una crema realizzata con una coulis di pomodori freschi. Esteticamente molto simile ad un cannolo dolce, produce una sensazione al palato completamente diversa e articolata.
Vai a capire tu dove è la realtà, quella senza finzione ….
La Povertà
La povertà in Sicilia è quella delle zolfatare del primo ‘900 descritte in “Ciaula e la luna”. Qui richiamiamo il cibo da strada, povero per definizione, con il baccalà e le panelle (sogno irrealizzato di una costosa frittura di pesce, originariamente chiamate “piscipanelli” a forma di pesce le cui squame erano le foglie di prezzemolo) insieme alle sarde a beccafico che, in un quadro di povertà, con umorismo, ricordano la cacciagione.
I Contadini e i Pescatori
Il cibo e la tavola sono presenti nelle opere di Pirandello per evocare il passato e i ricordi. Nei “Giganti della montagna”, si racconta un banchetto umile di contadini e pescatori.
Cibi poveri come il macco di fave, il pane nero per i contadini e la pasta con le sarde per i pescatori sono qui a ricordare il passato della nostra terra.
Le Mandorle e la Ricotta
“Liolà” si apre con delle contadine intente a schiacciare mandorle nel podere della zia Croce. Come si fa a non parlare di mandorle e ricotta, quando si pensa ai dolci siciliani?
Ecco allora il Cannolo di ricotta e il Biancomangiare alle mandorle, mandorle caramellate, scorze di limone candito e dolcetti alle mandorle.
Grammatiche in divenire e un nuovo “guardare”
L’evento ha permesso di connettere le massime frontiere dell’innovazione coniugate con l’arte e la cucina gourmet e ha portato la mente degli spettatori/attori ad attivare una doppia visuale: da un lato le emozioni e il calore della rappresentazione culinaria, dall’altra la consapevolezza di un futuro già tra noi, cioè di un nuovo “guardare”.


