in

Durello e 10 anni di GianniTessari: una storia d’amore e di rispetto del tempo

Il successo di Giannitessari? Rispetto del tempo, della vigna ed essere un’azienda familiare

Giannitessri è la storia di una famiglia che racconta tre territori: Monti Lessini, Soave e Colli Berici.  Un’azienda che non smette mai di interrogarsi su come produrre vini che, rispettando il tempo e la natura, rivelino una grande personalità

Gianni Tessari è convinto che chi produce vino lavora allo stesso modo di uno scultore che dalla pietra ricava un’opera d’arte. Il vignaiolo fa emergere nel suo vino la natura e i profumi del terroir

Durello e 10 anni di GianniTessari, ovvero la storia del successo del Durello. Nel 2013 Gianni Tessari, dopo l’esperienza vissuta nell’azienda di famiglia, con la moglie Anna Maria e la figlia Valeria, decide di intraprendere una nuova sfida che prevede il confronto con tre terroir, tra loro diversi e complementari: Monti Lessini, Soave e Colli Berici.

Giannitessari azienda familiare
Gianni Tessari e la moglie Anna Maria Dal Bosco

Giannitessari, un’azienda in continuo divenire

La cantina vinicola Giannitessari nasce dallo studio, dalla ricerca e dalla capacità di ascoltare il terroir. Sono queste le motivazioni che hanno spinto l’azienda veronese a sostenere il progetto che prevede la candidatura della Val d’Alpone a Patrimonio Unesco.

L’iniziativa nasce tra il 2011 e il 2014 durante i lavori di scavo sui resti del Castello di Terrarossa nel comune di Roncà effettuati dall’Università di Verona in collaborazione con l’Amministrazione comunale e l’Associazione Amici del Castello. Come sottolinea Giamberto Bochese, presidente dell’A.T.S -Val d’Alpone: “i reperti archeologici rinvenuti per la loro unicità e l’ottima conservazione hanno un valore inestimabile e un interesse che giustifica la candidatura a Patrimonio Unesco“.

Durello e 10 anni di GianniTessari

giannitessari 10 anni

La firma dell’azienda Giannitessari è il Durello, che nasce sui Monti Lessini, dalla Durella, una varietà antica, rustica, con una buccia spessa e ricca di tannini.

La sua antenata è la “Durasena”, citata in letteratura fin dal 1292. Le prime testimonianze relative al vitigno risalgono persino all’epoca preistorica, come provano i ritrovamenti delle amperide fossili, antenate dell’attuale vitis vinifera, avvenuti a Vestenanova di Bolca in alta Valle d’Alpone. In epoca moderna poi, nel 1905, il conte Giulio da Schio racconta del Durello e delle sue “uve zuccherine”.

Ma i Monti Lessini regalano anche…

cantihne giannitessari

I Monti Lessini tuttavia non regalano solo lo spumante fresco e vivace che tanto piace ai mercati. I terreni vulcanici ricchi di mineralità, il clima fresco e la decisa escursione termica pongono le condizioni ideali per la coltivazione di altre varietà.

Ad esempio il pinot nero, che qui trova un clima fresco e ventilato: principe assoluto tra i vitigni per l’eleganza che esprime nel bicchiere, ma anche per il particolare impegno che richiede al vignaiolo. O come lo chardonnay, che dai terreni della Lessinia ricava quella sostanza minerale che gli consente un’espressione ricca e particolarmente fine.

Come nasce il successo del Durello Spumante

Ce lo rivela Gianni Tessari: “il segreto del successo del Durello sta nella sua produzione. Come per tutti i vini, prima ancora di arrivare in cantina, occorre studiare il territorio per sapere quali cure apportare. La nostra filosofia impone poi il rispetto del carattere di ogni vitigno e del tempo che l’uva necessita per esprimersi al meglio”. Il risultato dell’impegno di Giannitessari si rivela nel calice.

Durello e 10 anni di GianniTessari: la mia degustazione

Durante una degustazione organizzata dall’azienda Giannitessari per far conoscere e valorizzare il Durello, ho bevuto:

  • Lessini Durello Brut
  • Lessini Durello Extra Brut
  • Lessini Durello Dosaggio Zero

Il Lessini Durello Brut è un vino che risponde alla ricerca della semplicità, dell’equilibrio e dell’eleganza. Anche in questo caso Gianni Tessari ha scelto di allearsi con il tempo per dare modo alla Durella di rivelare tutte le sue caratteristiche migliori.

Il Lessini Durello Extra Brut mi è piaciuto tantissimo e a lui dedico un intero paragrafo. L’ultimo vino che ho degustato, il Lessini Durello Dosaggio Zero, è un vino di grande struttura, ricco e complesso.

Durello Extra Brut Metodo Classico: 100% Durella e rispetto del tempo

Il segreto dell’eccellenza del Durello Extra Brut Metodo Classico? I lunghi affinamenti. Il tempo cambia l’espressione dell’uva.

Il Durello Extra Brut Metodo Classico nasce dai grappoli del vitigno autoctono – la Durella – coltivati in vigneti di proprietà. Le uve, appena raccolte, vengono pressate sofficemente. Dopo la fermentazione, si prosegue con la rifermentazione in bottiglia propria del Metodo Classico. Il vino rimane a contatto con i propri lieviti per 5 anni in modo da arricchire il profilo olfattivo e la propria struttura.

8 vini da bere per festeggiare Natale e Capodanno Befana Giannitessari

Il rispetto del tempo permette di preservare le caratteristiche di ogni acino d’uva. Come sottolinea Gianni Tessari: “la Durella è una delle peggiori uve per fare vino. È un’uva acida, che difficilmente raggiunge forti concentrazioni. Gli acini sono grossi, la buccia dura, poco profumata”.

“Nonostante tutti questi impedimenti – continua Gianni Tessari – le sue caratteristiche la rendono ottima per realizzare eccellenti spumanti. Nella sua lavorazione preferiamo ai dosaggi allearci con il tempo.

A ogni etichetta dedichiamo molte ore di lavoro tra cura della vigna, maturazione dell’uva, selezione dei grappoli, raccolta e trasporto in cantina. E lì occorre altro tempo per vinificarli e lasciarli maturare. Un lavoro affascinante che ci avvicina all’arte dello scultore”.

Giannitessari

Via Prandi, 10

7030 Roncà (VR)

Tel: 045 746 0070

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

cremoso al mandarino

Cremoso al mandarino tardivo di Ciaculli. 2 motivi per farlo!

Christmas Collection 2023 di Cosaporto

Christmas Collection 2023 di Cosaporto: regali per un Natale da sogno