In questo articolo esploreremo le differenze tra pinsa romana e pizza napoletana. La pinsa romana, dall’impasto più leggero, nata più di 200 anni fa, è meno conosciuta della pizza napoletana, ma ora sta conquistando il palato di numerosi amanti della pizza sia in Italia che all’estero
La pinsa e la pizza napoletana sono due tesori della tradizione gastronomica italiana, entrambi amati in tutto il mondo, ma profondamente diversi per storia, preparazione e caratteristiche organolettiche. Scopriamo insieme le differenze tra la pinsa romana e la pizza napoletana attraverso le loro peculiarità, aneddoti e curiosità storiche.
La pizza napoletana: l’essenza del Sud

La pizza napoletana affonda le sue radici nella Napoli del Settecento, quando i “lazzaroni” – i popolani della città – iniziarono a consumare focacce condite con ingredienti semplici e locali. La vera rivoluzione arrivò nel 1889, quando Raffaele Esposito, pizzaiolo della Pizzeria Brandi, creò la celebre pizza Margherita per omaggiare la regina Margherita di Savoia, utilizzando pomodoro, mozzarella e basilico, a rappresentare i colori della bandiera italiana.
La pizza napoletana si caratterizza per un impasto soffice e un cornicione alto e alveolato, ottenuto grazie alla lunga lievitazione e alla cottura rapida in forno a legna, che raggiunge temperature superiori ai 400°C. La tradizione impone l’uso di farine di alta qualità, mozzarella di bufala o fior di latte, e pomodori San Marzano, coltivati sulle pendici del Vesuvio.
Un aneddoto curioso? Nel 1830, Alexandre Dumas padre descrisse la pizza nel suo viaggio a Napoli, sottolineando come fosse cibo per tutti, dai ricchi ai poveri, e già allora una parte essenziale della cultura cittadina. Inoltre, nel 1700, la pizza era venduta per strada o nei forni a legna dei quartieri popolari: un alimento che univa gusto e praticità, diventando un simbolo di Napoli ben prima di essere servita nei ristoranti.
La pinsa romana: un ritorno alle origini

La pinsa, invece, ha origini molto più antiche, risalenti all’epoca dell’antica Roma. Il termine “pinsa” deriva dal latino “pinsere”, che significa “allungare” o “schiacciare”, e si riferisce alla forma ovale e allungata della focaccia preparata dai contadini romani. Realizzata con cereali grezzi come farro, orzo e miglio, era un alimento base della dieta popolare, accompagnato da erbe selvatiche e formaggi.
La moderna pinsa romana è frutto di una reinterpretazione contemporanea. L’impasto è un mix di farine (grano, riso e soia) e utilizza una percentuale elevata di acqua, che la rende particolarmente leggera e digeribile. La lievitazione è lunga, fino a 72 ore, e la cottura avviene in forni tradizionali a temperature più basse rispetto a quelli della pizza napoletana.
Un aspetto distintivo è la croccantezza esterna della pinsa, che contrasta con l’interno soffice. Inoltre, la pinsa offre una grande versatilità, con condimenti che spaziano dalle ricette più classiche alle combinazioni gourmet. Durante l’epoca romana, la pinsa era utilizzata come “piatto commestibile” per servire cibi caldi o freddi: un’idea che rimanda alla tradizione dello street food romano e che si è mantenuta nei secoli con interpretazioni creative.
Quali sono le differenze tra la pinsa romana e la pizza napoletana?

Ecco le differenze tra la pinsa romana e la pizza napoletana:
- Impasto: la pizza napoletana è preparata con farina di tipo 0 o 00, mentre la pinsa utilizza un mix di farine diverse. L’idratazione dell’impasto della pinsa è maggiore, rendendola più leggera.
- Forma: la pizza è tonda, la pinsa è ovale e allungata.
- Lievitazione: l’impasto della pizza riposa per circa 12-24 ore, mentre quello della pinsa può arrivare fino a 72 ore.
- Cottura: la pizza napoletana richiede temperature altissime e pochi minuti, mentre la pinsa cuoce più lentamente a temperature moderate.
- Consistenza: la pizza napoletana è morbida con un cornicione soffice, la pinsa è croccante fuori e morbida dentro.
Ecco dunque quali sono le differenze tra la pinsa e la pizza napoletana.
Mangiare pizza o la pinsa romana? Una rivalità amichevole
Nonostante le differenze, pizza e pinsa condividono la capacità di unire le persone. Pizzerie e pinserie stanno fiorendo in tutta Italia e nel mondo, offrendo versioni tradizionali e creative di queste delizie. Ogni morso è un viaggio nella storia e nella cultura gastronomica italiana.
Un altro aneddoto interessante riguarda la diffusione della pinsa nei borghi del Lazio: in alcune zone rurali, fino al secolo scorso, veniva ancora cotta nei forni comuni dei villaggi, dove ogni famiglia portava il proprio impasto. Questa tradizione collettiva simboleggiava la condivisione e la solidarietà tra vicini, valori che oggi si riscoprono nelle pinserie artigianali.
Che siate amanti del cornicione gonfio e soffice della pizza napoletana o della leggerezza della pinsa romana, una cosa è certa: entrambi raccontano l’amore per la buona cucina e l’arte della convivialità, pilastri della nostra tradizione.
Le ricette: pizza napoletana e pinsa romana
La pizza napoletana e la pinsa romana hanno alcune differenze significative. Ecco un rapido confronto:
La ricetta della Pizza Napoletana
- Impasto: farina 00, acqua, sale e lievito. Viene lavorato e lasciato lievitare per almeno 8 ore.
- Stesura: l’impasto viene steso a mano, con un bordo (cornicione) spesso e soffice.
- Cottura: forno a legna ad altissima temperatura (circa 485°C) per circa 90 secondi.
- Caratteristiche: bordo alto e soffice, centro sottile, spesso leggermente umida.
- Ingredienti: solitamente con pomodoro San Marzano e mozzarella di bufala, ingredienti semplici e di alta qualità.
La ricetta della Pinsa Romana
Se fai la pizza romana in casa, devi prima assicurarti che il tuo forno sia in grado di raggiungere una temperatura di 280 ºC
- Impasto: miscela di farine (frumento, soia, riso), acqua, lievito e sale. Alta idratazione e lunga lievitazione (fino a 72 ore).
- Stesura: l’impasto viene steso a mano, con una forma ovale e irregolare.
- Cottura: forno elettrico a temperatura più bassa rispetto alla pizza napoletana (circa 250-300°C) per 5-6 minuti.
- Caratteristiche: crosta croccante esternamente e soffice internamente, più leggera e digeribile.
- Ingredienti: varie combinazioni di ingredienti, con creatività e diversità di topping. La creatività non conosce limti. Un abbinamento consigliato? Mozzarella fior di latte o burrata pugliese, pomodoro napoletano e salame.
La scelta tra la pizza napoletana e la pinsa romana
La scelta tra pizza napoletana e pinsa romana dipende dai gusti personali: preferisci una pizza più soffice e tradizionale o una pinsa leggera e croccante? E voi, quale preferite? Provate entrambe e lasciatevi conquistare dai sapori unici di queste icone culinarie!

