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Weekend d’autunno in Val Badia: Dolomiti, natura, cibo e cultura

Tra masi storici, Dolomiti e sapori autentici, alla scoperta della Val Badia più vera

Un weekend d’autunno in Val Badia, nel cuore delle Dolomiti, tra paesaggi spettacolari, antichi masi e sapori autentici. Dal soggiorno in un maso di famiglia alla colazione con prodotti fatti in casa, passando per il Museo Ladino di San Martino in Badia e la Val dl’Ert. Un viaggio tra natura, cultura ladina, arte contemporanea e tradizioni che raccontano l’anima più autentica della valle

La Val Badia, in Alto Adige, circondata dalle Dolomiti, da boschi, prati e piccoli insediamenti rurali, è la meta ideale per un weekend d’autunno: i boschi si accendono di sfumature dorate, l’aria diventa più fresca e le cime acquistano una luce quasi teatrale.

È la stagione ideale per fermarsi qualche giorno, camminare senza fretta, scoprire la cultura ladina e lasciarsi sorprendere da una cucina fatta di prodotti semplici e genuini.

In Val Badia ci si immerge in contrasti, sorprese e una bellezza che non ha bisogno di essere addomesticata. Non è difficile innamorarsene. Soprattutto quando si sceglie di viverla entrando in contatto con le persone che questa valle la abitano da generazioni. E la Val Badia è anche terra di masi, case agricole che raccontano una storia antica fatta di agricoltura, boschi, animali e famiglie.

Dormire in un maso della Val Badia a Longiarù: una storia lunga quasi 500 anni

colazione da Ostì Vedl,
La colazione al maso Ostì Vedl

La mia esperienza in Val Badia è iniziata proprio da qui, da un maso, Ostì Vedl, che non è semplicemente una struttura dove dormire, ma una pagina di storia della valle.

La casa, oggi accuratamente ristrutturata, conserva infatti una struttura e molti particolari originali. La sua storia documentata risale al 1532, quando era già un’osteria. La famiglia di Martin è qui da circa due secoli e continua a viverla non come un museo, ma come una casa vera.

Martin mi racconta che, un tempo, la casa ospitava l’osteria del paese. Al piano superiore si trovava una sala da ballo, mentre la famiglia viveva negli altri ambienti. La chiesa sorgeva nelle vicinanze, prima che una frana ne provocasse la distruzione e portasse alla costruzione di una nuova chiesa in un’altra posizione.

Entrare nel maso significa attraversare più epoche contemporaneamente. Le fotografie di famiglia appese alle pareti raccontano nonni, bisnonni, genitori e figli. I nomi delle stanze ricordano le persone che hanno abitato nel passato. Ogni dettaglio sembra suggerire che la storia non sia qualcosa di concluso, ma una presenza quotidiana.

La casa ladina tradizionale tra pietra e legno

Ostì Vedl non è semplicemente un maso dove dormire, ma una pagina di storia della va

Anche l’architettura racconta molto del rapporto tra l’uomo e la montagna. La parte più antica della casa è costruita in pietra, mentre i piani superiori sono in legno. Una scelta non soltanto estetica: la pietra garantiva solidità alla struttura, mentre il legno era il materiale più facilmente reperibile e lavorabile. La casa poggia inoltre su una grande roccia, quasi a sottolineare il rapporto diretto con il terreno.

È una caratteristica che ritorna nell’architettura rurale della Val Badia, dove le abitazioni erano organizzate in relazione alle esigenze della vita agricola. Nei piccoli insediamenti tradizionali, le cosiddette viles, le case, i fienili e le stalle convivevano creando una sorta di comunità agricola. Qui, invece, l’impressione è quella di una casa rimasta fedele alla propria identità.

La ristrutturazione ha cercato di conservare quanto più possibile l’esistente, lasciando parlare i materiali, le fotografie, gli oggetti e le stanze. Il risultato è un luogo che riesce a essere confortevole senza perdere quella sensazione preziosa di autenticità che spesso si cerca, ma non sempre si trova, quando si parla di turismo in montagna.

Una colazione indimenticabile

colazione mado val badia

 

Se c’è un momento della giornata che ricordo con particolare piacere è la colazione. Non è una colazione costruita per stupire con una quantità infinita di prodotti, ma una colazione che punta sulla qualità e sulla provenienza degli ingredienti.

Ci sono le uova delle galline della fattoria, il burro preparato in famiglia e le marmellate fatte in casa. Alcuni prodotti vengono acquistati, altri arrivano direttamente dalle persone che vivono e lavorano nei dintorni. E poi ci sono le Dolomiti fuori dalla finestra.

Un maso, un bosco e una scelta di sostenibilità

La vita del maso è ancora legata al territorio. La famiglia possiede anche un’ampia superficie di bosco, circa 27 ettari, che rappresenta una risorsa importante. Il legno viene utilizzato per il riscaldamento: i tronchi vengono raccolti e successivamente lavorati per alimentare l’impianto che riscalda le strutture.

Anche la presenza degli animali racconta una relazione con la campagna che non è soltanto scenografica. Ci sono mucche, capre e galline, anche se oggi alcune attività tradizionali, come la produzione di latte e formaggi, sono diventate economicamente difficili da sostenere.

È un aspetto interessante perché racconta una realtà spesso invisibile al visitatore: mantenere viva l’agricoltura di montagna significa confrontarsi ogni giorno con costi, lavoro e trasformazioni economiche. 

San Martino in Badia e il Museo ladino

A San Martino in Badia vale quindi la pena visitare il Museum Ladin Ciastel de Tor,
Un’installazione contemporanea

Per capire la Val Badia bisogna anche fermarsi ad ascoltare le storie di chi questa valle la abita. Non solo quelle delle famiglie che da generazioni vivono nei masi, ma anche quelle di una comunità che ha conservato lingua, tradizioni e identità.

A San Martino in Badia vale quindi la pena visitare il Museum Ladin Ciastel de Tor, ospitato nello storico castello di Tor. Il percorso racconta la storia e la cultura ladina, attraverso la lingua, le tradizioni, gli usi e i costumi di una delle più antiche comunità delle Dolomiti.

La visita è interessante soprattutto perché permette di dare un contesto a quello che si incontra passeggiando per la valle. Le case rurali, le viles, i masi, i nomi dei luoghi e il modo stesso in cui il territorio è stato abitato sono il risultato di una storia secolare. Il museo ospita anche interessanti mostre di arte contemporanea.

Dove mangiare a San Martino in Badia

ristorante-pizzeria Fornata

La cena presso il ristorante-pizzeria Fornata a Longiarù è un viaggio nella cucina altoatesina. Si parte con un ottimo antipasto di salumi e formaggi. Tra i primi spiccano i Cajinci (le tradizionali mezzelune tirolesi/ladine ripiene).e le caserecce fatte in casa con pistacchio, lardo, e formaggio blu di grotta. Tra i secondi la tagliata di cervo. Il dolce, a cui non si può dire di no, è il gelato con crema di lamponi calda.

La Val dl’Ert: arte contemporanea nel bosco

Una passeggiata tra sculture, prati e Dolomiti

arte contemporanea in Val Badia

In Val Badia l’arte non è confinata nei musei. Basta raggiungere la Val dl’Ert, la Valle dell’Arte, per ritrovarsi in un vero e proprio museo a cielo aperto.

Le opere d’arte contemporanea sono immerse nel paesaggio e si incontrano camminando tra boschi e prati. Sono più di 25 le opere che compongono questo percorso, nate anche nell’ambito di SMACH – Biennale delle Dolomiti, e collocate in un ambiente dove la natura non fa da semplice sfondo, ma diventa parte dell’esperienza.

È una delle passeggiate che più raccontano la capacità della Val Badia di mettere insieme tradizione e contemporaneità. Da una parte ci sono i boschi, i pascoli, le montagne e gli antichi insediamenti rurali. Dall’altra ci sono installazioni e sculture realizzate da artisti contemporanei. Il risultato è un percorso nel quale l’opera non si guarda soltanto: la si raggiunge camminando, la si scopre dopo una curva, la si osserva mentre intorno cambiano luce, colori e prospettive.

Ne ho parlato più approfonditamente nel mio articolo dedicato alla Val dl’Ert, dove racconto il percorso e alcune opere che si incontrano lungo il cammino.

Un weekend f’autunno in Val Badia tra Dolomiti, masi, cibo e cultura ladina

Un weekend d’autunno in Val Badia può partire dalle Dolomiti, ma non finisce sulle montagne. Certo, sono loro le grandi protagoniste. In autunno i boschi cambiano colore, i larici diventano dorati e le giornate limpide regalano panorami spettacolari. Ma basta fermarsi un po’ più a lungo per scoprire una valle fatta anche di case antiche, masi, animali, prodotti locali, musei e sentieri.

Al maso, la storia della famiglia convive con il lavoro agricolo. A colazione arrivano uova, burro e marmellate, prodotti che hanno un legame concreto con le persone che li preparano. A cena, al ristorante, si conosce la cucina tradizionale ladina. A San Martino in Badia, il Museum Ladin racconta la cultura di questa terra. Nella Val dl’Ert, invece, l’arte contemporanea incontra il bosco. E poi ci sono le Dolomiti, che fanno da sfondo a tutto.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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