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Cosa fare a Capodanno? A Fiera di Primiero, in montagna, la scelta è tra active o romantic

Una destinazione perfetta per festeggiare il Capodanno e per scoprire la bellezza della montagna

Raffaella Borea ci racconta cosa fare a Capodanno. Ci suggerisce qual è il posto migliore per godersi una delle feste più attese dell’anno

A due passi da San Martino di Castrozza, la località i piedi delle celebri “Pale”, si festeggia il nuovo anno con iniziative sospese tra benessere, sport e gourmet. I mercatini di Natale della vicina Siror e il percorso romantico di Mezzano ne fanno la meta ideale per chi cerca atmosfere incantate.

Cosa fare a Capodanno? Dove si va?

vacanza a capodanno

La montagna, con la magia delle sue vette imbiancate, i mercatini natalizi che accompagnano con le loro strenne sino all’arrivo della Befana, i dolci ai profumi di cannella e frutta secca, regala incanto. A scegliere di attendere l’arrivo del nuovo anno tra una discesa e una ciaspolata, un vin brulè e una cioccolata calda, in base ad una indagine di Federalberghi, nel 2024 saranno il 34, 1% dei 5 milioni 878 mila italiani che partiranno per Capodanno. Se il 33,7% soggiornerà a casa di amici e parenti, il 21,9% opterà invece per strutture alberghiere, con una permanenza media di 4,3 notti e una spesa stimata pro capite di 587 euro, comprensive di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti.

Per questa fine dell’anno, il budget, in linea con quello del 2023, si orienterà soprattutto sui pasti (27,1%), sul pernottamento (25%) e sul viaggio (23,4%), con due obiettivi chiave: coltivare il relax (49,7%) e il divertimento (48,6%). Per assicurarseli, gli abitanti del Belpaese hanno le idee chiare: ritagliarsi tempo per fare delle passeggiate nella natura (38,9%), concedersi escursioni e gite in paesini e borghi(27,4%), lasciarsi sedurre da eventi enogastronomici (21,5%) e tradizionali (19,4%).  In famiglia o in coppia il periodo natalizio offre infatti mille occasioni per ritrovare benessere.

L’importante è scegliere la località giusta, capace di abbinare spirito “attivo” e momenti di pace e di scoperta. Il nostro suggerimento? Fiera di Primiero che, con i vicini Mezzano, Imer e Siror, offre mille occasioni di svago.

Fiera di Primiero: dalle strade del borgo alle pale di San Martino

Fiera di Primiero

Situato a 745 metri sopra il livello del mare, Fiera di Primiero, borgo montano che ha dato i natali anche a Luigi Negrelli – ideatore del canale di Suez e progettista di diverse ferrovie europee, ndr – è uno scrigno di piccoli gioielli.

Con le sue stradine che si perdono tra case colorate, i piccoli e curatissimi parchi che si rincorrono lungo il fiume, i negozietti artigianali e di tipicità, il paese alla confluenza dei torrenti Cismon e Canali incanta per alcune delle sue chiese e dei palazzi storici.

A meritare una visita sono la Chiesa Arcipretale Santa Maria Assunta, tra gli esempi più significativi di gotico trentino, la Chiesetta di San Martino, la Chiesa della Madonna dell’Aiuto e il Palazzo delle Miniere. Risalente alla seconda metà del ‘400, sede del magistrato minerario austriaco e di molte altre amministrazioni, il Palazzo, dalla chiara forma di fortezza con elementi tipici delle case dei territori di lingua tedesca, dal 2020 ospita P-QUÌ, linea del tempo che narra la storia di Primiero.

Il “viaggio” viene raccontato in una serie di tappe espresse da colorati allestimenti realizzati con il legname abbattuto dalla tempesta Vaia che tra il 29 e il 30 ottobre 2018 devastò milioni di alberi di Primiero.

La struttura è inoltre punto di partenza del percorso “Sui passi dei Canopi” che, scandito in 8 tappe, accompagna il visitatore alla scoperta della galleria Friole della miniera di siderite di Transacqua, facendogli così conoscere la storia mineraria di Primiero.

Da Fiera a Mezzano il passo è breve e punta verso Sud. Inserito nella lista dei Borghi più belli d’Italia, il piccolo paese rurale ha fatto di “Mezzano romantica” uno dei suoi progetti più riusciti, complici quelle “cataste e canzei” – forme d’arte sui generis realizzate con tarsie e mosaici in legno – che si rincorrono tra le sue strette vie. A Nord di Fiera di Primiero si trova invece Siror, il cui Mercatino di Natale, organizzato nelle 4 domeniche dell’avvento, è il più antico del Trentino.

Suggestivo Christkindlmarkt in cui caratteristiche casette in legno, antichi fienili e stalle del centro storico si trasformano in pittoresche botteghe, la kermesse ospita anche il Simposio di Scultura “Arte Natale”. L’iniziativa raduna scultori provenienti da tutta Italia chiamati a dare vita a piccoli capolavori in legno. Da non perdere è infine il tour del borgo a bordo della troika (slitta tradizionale trainata dai cavalli) con cui concludere non solo la visita a Siror, ma anche una giornata sulle piste di San Martino di Castrozza-Passo Rolle.

Cosa fare a Capodanno? A Fiera di Primiero tempo di relax

A Fiera di Primiero tempo di relax

 

La giornata di esplorazione e immersione nella natura non può non prevedere una sosta nel nome del wellness al profumo di cirmolo. E non solo. Per gli amanti del total-relax, in versione panoramica, la Sky Spa adults only del Brunet Resort è la risposta. Dalla piscina panoramica riscaldata al solarium naturale, dalla sauna all’angolo tisane sino alla zona relax con lettini sospesi e placide amache, i 1500 mq dello spazio wellbeing del 4 stelle sono un luogo di incanto e pace per momenti di rigenerazione anche intimi grazie alla possibilità prenotare l’opzione “Private” al chiaro di luna.

Rigenerazione che nasce anche dal palato, assaggiando la cucina del Resort, felice connubio tra ricette della tradizione trentina e sperimentazioni a base di ingredienti di qualità spesso territoriali. Prima tra tutte la Toséla, caratteristico formaggio locale da servire rosolato con burro e accompagnato con polenta e salsiccia alla piastra.

Un viaggio nella memoria, che racconta di alpeggi e casari e di un cibo semplice ma pieno di sapore. Sapore che scandisce l’articolata Carta dei Vini o la drink list del Bar&Lounge dove assaggiare un bicchiere di Teroldego, una birra artigianale non filtrata come quella firmata Bionoc o, nel dopo cena, una grappa trentina, aromatizzata al ginepro, mirtillo o pino mugo. Che il legno rimanga il vero protagonista in questo Hotel lo confermano le camere dove il materiale viene impiegato per scaldare gli ambienti, regalare comfort e generare una piacevole sensazione “immersiva”.

camera brunet

Come quella che si respira nell’Alpensuite Deluxe, 45 mq di puro comfort in autentico mountain style in cui le rigeneranti fragranze del bosco favoriscono il riposo, nella camera “Nature”, armonica fusione di tradizione e contemporaneità grazie all’attento studio delle cromie e del design che dei dettagli in pelle fa il suo tratto distintivo, e nella “Romantic Suite Gemme”, dedicata alle coppie alla ricerca di un nido sofisticato.

A creare atmosfera ci pensano il letto a baldacchino, la vasca ad idromassaggio e la stufa ad olle. Dettagli che concorrono a fare di questo Hotel il luogo ideale dove dare il benvenuto all’anno nuovo sono la sua posizione strategica, a pochi passi dal centro di Fiera e a 30 m dalla fermata dello skibus gratuito che porta al vicino comprensorio di San Martino di Castrozza, con i suoi 60 km di tracciati di tutti i livelli di difficoltà e due snowpark per gli appassionati della tavola, e il fitto calendario di iniziative “a misura” di ospite.

Settimanalmente, le guide alpine del territorio accompagnano gli ospiti sia lungo i più bei itinerari per racchette da neve, dalla Malga Grugola alla Baita Segantini fino alla Val Canali, sia in sessioni di scialpinismo. Dalle pelli di foca con cui lasciare traccia del proprio passaggio sulla neve polverosa alle discese a perdifiato con slittini, bob e gommoni nel vicino Nasse Park di San Martino il passo è carico di emozioni.

Divagazioni gourmet

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Un viaggio non è un viaggio se non ha un sapore da ricordare. Quello di Fiera è la Tosèla, formaggio fresco non salato tipico della valle di Primiero che, con la polenta, era il pasto per eccellenza della cucina povera preparata con i resti della cagliata del formaggio.

Da consumare in giornata, o al massimo entro 1/2 giorni se conservata in frigorifero, prodotta con latte vaccino appena munto, in modo che resti intatta tutta la fragranza delle erbe dei pascoli di montagna conservando l’aroma del latte, la tosèla può essere acquistata al “Caseificio Primiero” o assaggiata al Ristorante Il Caminetto…naturalmente” , indirizzo cult anche per chi ama la carne alla brace, proveniente da allevamenti biologici certificati, e cerca ingredienti territoriali a kmzero.

BRUNET – THE DOLOMITES RESORT

Testo: Raffaella Borea

Credits copertina e struttura alberghiera: @GMG

 

 

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