Chi racconta, sia che lo faccia attraverso parole, immagini o manufatti, intreccia “fili” e cuce. La terza edizione di Homo Faber, presentando la mostra “Il Viaggio della Vita”, ci propone un viaggio nel lavoro di oltre 400 artigini provenienti da tutto il mondo. Il risultato? Meraviglia ed emozioni
Se ti piace giocare, se cerchi la meraviglia, se non temi le emozioni, non puoi perderti la mostra “Il Viaggio della Vita” che dall’1 al 30 settembre si svolge nel complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia all’interno della terza edizione di Homo Faber.
Torna a Venezia la terza edizione di Homo Faber

Il chiostro, un tempo parte di un monastero benedettino sull’isola di San Giorgio Maggiore e ora di proprietà della Fondazione Giorgio Cini, accoglie le creazioni tessili di 20 atelier e artigiani indipendenti, che hanno accettato di reinterpretare il Gioco dell’Oca, metafora del gioco della vita, attraverso i loro ricami.
Il risultato è una collezione di 60 pannelli, frutto del lavoro di artisti di diverse origini, tra cui Tunisia, Svizzera, Uzbekistan, Spagna, Canada, Portogallo, Armenia, Messico e Sud Africa. Ti assicuro che il risultato è sorprendente!
Sai dove è nato il Gioco dell’Oca e come si gioca?
Il gioco dell’oca è nato in Italia durante il Rinascimento. Racconta la leggenda che nel 1580 Francesco I de’ Medici donò a Filippo II, Re di Spagna, un gioco. Le caselle erano decorate con simboli che divennero poi emblematici: due dadi, un teschio, una coda, un ponte, un labirinto e un’oca.
- Si gioca su un tabellone che presenta un percorso a spirale di 63 caselle, che a volte può estendersi fino a 90.
- Le caselle sono numerate o contrassegnate da simboli diversi. I giocatori scelgono una pedina e, dopo aver versato una quota concordata, iniziano dalla casella di partenza.
- Ogni giocatore procede a turno, avanzando di un numero di caselle determinato dal lancio dei dadi.
- L’obiettivo del gioco è raggiungere per primi la casella finale della spirale. Se la casella di arrivo è già occupata da un’altra pedina, quella che arriva prende il suo posto.
Perchè la mostra “Il Viaggio della Vita” ha scelto come tema il Gioco dell’Oca?
Per la terza edizione di Homo Faber, il tema vuole invitare ad una riflessione sulla “natura imprevedibile della vita e del destino”. La prima delle dieci stagioni della vita eslorata è la Nascita, a cui fanno seguito l’infanzia, la celebrazione, l’eredità, l’amore, i viaggi, la natura, i sogni, i dialoghi e il fine vita.
La terza edizione di Homo Faber è un viaggio nella vita
La mostra è concepita per creare un percorso espositivo che comprenda oggetti con cui le persone si identificano nella vita di tutti i giorni. A tal fine, la Michelangelo Foundation ha conferito la direzione artistica al regista Luca Guadagnino e al suo collaboratore, l’architetto Nicolò Rosmarini. Presentando l’a 3° edizione di Homo Faber ai media, giovedì 29 agosto, il regista ha confessato che l’idea di cimentarsi con qualcosa di mai sperimentato prima – una mostra di artigianato – lo ha intrigato: “Il mio lavoro nel cinema consiste nel narrare una storia orchestrando molteplici elementi. Qui ho avuto l’opportunità di fare lo stesso, ma con un tema differente“.
Un assaggio famelico della terza edizione di Homo Faber
Noi ti raccontiamo le sale della terza edizione di Homo Faber che maggiormente ci hanno colpito.
Infanzia, il trionfo dell’emotività

La sala Infanzia, dominata dal colore blu, i mobili e tutto ciò che appartiene al mondo dell’infanzia, assumono proporzioni monumentali, soprattutto per la loro profondità simbolica.Si gioca anche attraverso i materiali. Così una sedia bianca si rivela essere di porcellana. I giochi che appaiono gonfiabili sono in realtà creazioni in vetro di Murano. Ogni elemento è allo stesso tempo riconoscibile e sorprendente.Che dire del flipper interattivo, dei caleidoscopi e degli stumenti musicali? Inutile dirti che qui l’impatto emotivo è fortissimo!
Celebrazione

La vera sorpresa è la sezione Celebrazione nel Refettorio. Lo spazio è stato trasformato in una scenografia che lascia a bocca aperta.Le pareti, avvolte in un tessuto piegato di colore rosa bubblegum, creano un’atmosfera accogliente intorno a un lungo tavolo lucido. In secondo piano, si impone una riproduzione straordinaria delle Nozze di Cana di Veronese. Disposti sopra il tavolo, oggetti d’arte, lampadari di cristallo, frutti in porcellana o carta, vasi di tessuto e stoviglie dal design innovativo sono esibiti con grazia, ciascuno con una storia unica, pronta per essere condivisa dai giovani assistenti della mostra, se richiesto.
Sogni

Altrettanto notevole è la sezione Sogni, ambientata nella piscina interna del resort. In un’ambiente avvolto nell’oscurità, molti manichini privi di volto galleggiano sull’acqua, indossando eleganti abiti di Alaïa. Intorno alla piscina, si trovano maschere di vario genere, alcune disturbanti (simili a quelle realizzate dall’artista francese Muriel Nisse), sia tradizionali che contemporanee, simbolo dei misteri e delle paure che popolano la notte e i sogni.
Aldilà, oltre la morte

Aldilà, oltre la morte, segna il termine del percorso espositivo con elementi che mettono alla prova la nostra capacità di distacco. Una bara vivacemente colorata, intagliata da artigiani ghanesi a forma di barca con rematori; urne cinerarie che rappresentano la nuova religione del riciclo, simbolo di un’esistenza che trascende quella degli oggetti; teschi e creazioni fatte di ossa…
Tali oggetti ci invitano a riflettere sulla morte. Un’oca morta pende da una struttura, circondata da macchie di plastica trasparente che ondeggiano, evocando un cellulare. Quest’installazione di Claire Morgan, artista irlandese, ci invita a contemplare la rinascita degli oggetti e degli esseri, e, intenzionalmente o meno, richiama l’immagine opposta presentata all’inizio della mostra: quella del gioco dell’oca.
Informazioni utili sulla terza edizione di Homo Faber
A Venezia, fino al 30 settembre, una mostra per difendere il valore dell’artigianalità, senza il quale non può esserci il bello.
dove: Fondazione Cini, Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
quando: 1 – 30 settembre 2024, dalle 10 alle 19
Credit Photo: @Michelangelo Foundation – Giulio Ghirardi

