Il racconto di una visita al Brazzale Science Center a Cogollo del Cengio (VI), dove il 9 aprile sono stati inaugurati i nuovi Laboratori di Ricerca. L’ultima iniziativa di un’azienda familiare che fin dal 700 opera nel mondo del latte e che ha contribuito a fare conoscere la qualità casearia italiana nel mondo
Il Brazzale Science Center è l’ultimo progetto messo in campo da Brazzale, un’azienda familiare con radici che affondano nel lontano ‘700. Come ha scritto Italo Calvino “La fantasia è il burro, ma perché sia produttiva bisogna spalmarla su una fetta di pane“. Uno dei più grandi scrittori degli anni ’60 dà del burro un’immagine poetica, dando per scontato che tutti ne conoscessero il valore. Ma è davvero così? Roberto Brazzale, titolare con i fratelli Piercristiano e Gianni dell’azienda lattiero- casearia Brazzale, non ne è affatto sicuro. Anzi lo considera un prodotto alimentare vittima di veri pregiudizi che rischiano di fare perdere una cultura che ha contribuito a costruire la nostra identità.
Il Rinascimento del burro passa attraverso il Brazzale Science Center
I fratelli Brazzale rappresentano la settima generazione di una antica “saga casearia” che è riuscita ad esportare in tutto il mondo i formaggi e il burro italiani, contribuendo a fare conoscere la creatività e il know out dei prodotti lattiero – caseari italiani nel mondo

Siamo a Cogollo del Cengio, in provincia di Vicenza, nel Brazzale ScienceCenter, un laboratorio che vanta la collaborazione scientifica con l’Università degli Studi di Milano (UniMi). Durante l’inaugurazione dei nuovi Laboratori di Ricerca del centro nato tre anni fa in collaborazione con Fernando Tateo, Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari UniMi, e della professoressa Monica Bononi, Associato di Scienze e Tecnologie Alimentari UniMI, Roberto Brazzale, ricorda di essersi ribellato da sempre alla criminalizzazione del burro,“facendo addirittura nascere un “Movimento di liberazione dai pregiudizi sul burro” per combattere inganni nati da errori concettuali e scientifici”
Roberto Brazzale sottolinea poi che “al Brazzale Science Center siamo in grado di fare ricerca ogni giorno e di applicarla in dimensioni industriali e non solo sperimentali. Contribuiamo in questo modo ad assolvere al compito di sostegno e valorizzazione nutrizionale del latte e dei suoi derivati” .
L’inaugurazione del Brazzale Science Center

L’inaugrazione del Brazzale Science Center testimonia il desiderio di preservare l’eredità di un prodotto ingiustamente demonizzato. Non solo, continua la tessitura di quel progetto che la famiglia Brazzale ha sempre portato avanti: la valorizzazione della cultura lattiero- casearia italiana e la volontà di creare comunità. Eccovi raccontata la spina dorsale dell’azienda vicentina ben presente sin dalle sue origini.
Il nuovo laboratorio nato per indagare le qualità organolettiche del burro, dedicato al papà dei fratelli Brazzale, Valentino, ma da tutti chiamato Tino, è la testimonianza di quanto sia importante saper coniugare la missione imprenditoriale e scientifica a una cultura umanistica. Una verità che Roberto, Gianni e Piercristiano hanno imparato dal papà che un giornalista presentò ai suoi lettori come “letterato per vocazione, imprenditore per necessità”.
Il Brazzale Science Center e l’arte di fare il burro

Il Brazzale Science Center ospita un centro di ricerca che dispone di strumentazione ad alto livello scientifico, in cui si operano attività di cromatografia in fase liquida e gassosa corredate di sistemi di riconoscimento per spettroscopia MS ed MS/MS. Qui si svolgono importanti studi di caratterizzazione delle materie prime e di prodotti finiti per il settore lattiero-caseario, spaziando in settori correlati dell’industria di prodotti dolciari.
Dalle malghe al Brazzale Science Center
Attualmente, i principali mercati internazionali di Brazzale sono Spagna, Cina, Germania, Medio-Oriente, Belgio e altri paesi in fase di espansione.
La storia della Brazzale nasce nel 700 sull’altopiano di Asiago. Alla fine del ‘700 la famiglia Brazzale commerciava il burro e il formaggi tra le malghe asiaghesi e la pianura vicentina. Nel 1898 Giovanni Maria Brazzale acquista a Zanè, vicino a Thiene, una fattoria e realizza, subito dopo la Prima guerra mondiale, il primo burrificio industriale. La sua inaugurazione ha permesso l’accelerazione di una progressiva espansione aziendale che ha portato all’attuale internazionalizzazione, testimonianza di un percorso intrapreso da un’azienda che ha sempre saputo leggere il presente per costruire un futuro a misura d’uomo.
La storia di Brazzale rappresenta la cavalcata verso la modernità di un’azienda che affonda le radici in un antico passato. Un percorso ben fotografato proprio dai dati delle esportazioni, che testimoniano come i prodotti lattiero-caseari dell’azienda di Zané raggiungono molti paesi europei ed extra europei, contribuendo a fare conoscere la nostra cultura agroalimentare.

Negli spazi della Brazzale si respira, nonostante la modernità tecnologica, ancora quell’atmosfera di un tempo. Lo si può notare fin dalle costruzioni degli stabilimenti che rispettano l’ambiente circostante, come a sottolineare, al di là della volontà di sostenere la sostenibilità, una sorta di continuità con un passato che nella modernità va ricordato e rispettato. Tradizione e tecnologia, conoscenza umana e macchinari innovativi vanno a braccetto.
Roberto Brazzale ci accompagna alla scoperta dei segreti di una azienda iper moderna dove ogni giorno vengono prodotte migliaia di forme di formaggio.“Conoscenza, estrema cura e precisione sono fondamentali affinché la catena sia impeccabile”, spiega Roberto Brazzale. Nulla è lasciato al caso. Il risultato finale parla da solo e crea un’emozione e un piacere che solo il cibo di qualità sa dare.
Un futuro tutto da scrivere ma già programmato
Oggi la Brazzale dà lavoro a 1000 lavoratori, possiede 20 negozi e ha un’ampia presenza internazionale.

La visita al Brazzale Science Center si conclude con un interessante ripasso di una precedente visita al magazzino di Sant’Agata di Cogollo del Cengio (VI), che dimostra quanta strada abbia compiuto l’azienda vicentina Brazzale, senza mai abbandonare l’obiettivo di difendere la cultura lattiero- casearia italiana.
La difesa di un’eredità implica costanza e fiducia, ma soprattutto solidità. Sono passati tantissimi anni da quando Giovanni Maria Brazzale ha fondato la Brazzale, rendendo possibile la costituzione di una delle più imporrtanti aziende lattiero – caserie italiane, oggi presente con stabilimenti in Moravia, Brasile e in Cina. Eppure nelle parole dei fratelli Brazzale traspare la consapevolezza di aver conservato la primordiale passione per un mondo ricco di valori e tradizioni. Raccogliere il latte fresco, trasformare il latte in cagliata, cuocere e modellare la cagliata e stagionare il formaggio è nel DNA di una famiglia che si sente tutta la responsabilità di difendere l’antica storia dei casari.
Esiste già l’ottava generazione?
E soprattutto possiamo assicurarcvi che esiste già una ottava generazione che manterrà viva l’attività della Brazzale. “Chi erediterà l’azienda troverà un progetto preparato per seguire quella linea di continuità che noi stessi abbiamo mantenuto”, dice Roberto Brazzale, senza prima fare un chiaro avvertimento: “Fare soldi rende possibile l’esistenza di un’azienda sana, ma il lavoro deve piacere “, conclude, stringendoci la mano.

