Il prosciutto di Carpegna DOP è il risultato di un territorio, di un borgo e di una cultura che si tramandano nel tempo. Dalle stagionature lente del Monte Carpegna fino all’interpretazione contemporanea dell’alta cucina milanese, un’eccellenza che diventa racconto gastronomico e identitario
Nel cuore del Montefeltro, tra colline e aria di montagna, il borgo di Carpegna custodisce un tesoro gastronomico unico: il prosciutto di Carpegna DOP,Non è solo un salume, ma il racconto di un territorio, di una tradizione secolare e di una cultura che si tramanda di generazione in generazione. Dal microclima ideale per la stagionatura lenta alle mani esperte dei norcini, ogni fetta porta con sé la storia del borgo e l’identità di un territorio che sa unirsi all’alta cucina contemporanea, come dimostrato dalla recente cena esclusiva al Verso Ristorante di Milano.
Carpegna: il borgo e il suo prosciutto, un legame indissolubile
Il borgo di Carpegna e il DNA del prosciutto di Carpegna DOP
Il borgo di Carpegna, incastonato tra le colline marchigiane, è da secoli sinonimo di prosciutto. Qui l’altitudine, le correnti d’aria provenienti dal Monte Carpegna e l’escursione termica naturale creano le condizioni ideali per una stagionatura lenta e naturale. Ilè il risultato diretto di questo ambiente: un prodotto che non potrebbe nascere altrove.
Il prosciutto è diventato nel tempo emblema del borgo, simbolo riconosciuto e tutelato, tanto da essere celebrato anche attraverso un monumento dedicato, segno tangibile di quanto questa eccellenza rappresenti l’anima della comunità locale.
Il DNA del prosciutto di Carpegna DOP
Un prodotto che continua a raccontare il suo territorio, tra memoria e nuove interpretazioni gastronomiche
Parlare di DNA del prosciutto di Carpegna DOP significa raccontare un insieme di elementi irripetibili:
Selezione rigorosa delle cosce suine italiane
Salatura manuale e moderata
Lunga stagionatura naturale, minimo 12 mesi, spesso oltre i 20
Assenza di conservanti, nel rispetto del disciplinare DOP
Il risultato è un prosciutto dal colore ambrato, dalla dolcezza naturale, con una struttura equilibrata e un profilo aromatico elegante, mai aggressivo. Un gusto che parla di montagna, aria pulita e pazienza.
Preservare la tradizione per guardare al futuro
Preservare la tradizione significa tutelare il lavoro artigianale, la memoria collettiva e il paesaggio umano di Carpegna
Il prosciutto di Carpegna DOP rappresenta una risorsa fondamentale per il borgo: non solo economica, ma anche sociale e culturale. Preservare la tradizione significa tutelare il lavoro artigianale, la memoria collettiva e il paesaggio umano di Carpegna. Allo stesso tempo, la capacità di aprirsi alla gastronomia contemporanea permette a questo prodotto di rimanere vivo, attuale e desiderabile.
Prosciutto, gastronomia e borgo: un dialogo continuo
Il prosciutto di Carpegna DOP non è solo un prodotto da assaggiare, ma una cultura da comprendere
Il rapporto tra prosciutto, cucina e territorio è oggi più che mai centrale. Il Prosciutto di Carpegna DOP non è solo un salume da degustare in purezza, ma una materia prima d’eccellenza capace di ispirare chef e interpreti della cucina moderna.
Un esempio concreto è stata la cena esclusiva andata in scena al Verso Ristorante di Milano, dove i fratelli Remo e Mario Capitaneo hanno costruito un percorso gastronomico raffinato, pensato per esaltare il carattere distintivo del Prosciutto di Carpegna DOP attraverso tecnica, gusto e creatività.
Avanguardia e tradizione: la degustazione al Verso ristorante di Milano
Ristorante Verso: ravioli di mandorla, pepe verde, prosciutto di Carpegna DOP 20 mesi e ristretto di mela cotogna
La serata ha celebrato il prosciutto in una chiave contemporanea, mantenendo intatta la sua identità. Il percorso di degustazione si è aperto con spiedino di seppia e prosciutto e bonbon di aragosta, piccoli assaggi capaci di unire la sapidità del mare alla rotondità del prosciutto di Carpegna DOP.
Il primo antipasto ha visto protagonista il prosciutto di Carpegna DOP 20 mesi in purezza, accompagnato da focaccia al rosmarino, per valorizzarne le note aromatiche naturali.
Tra i piatti più rappresentativi:
Capesante marinate, prosciutto di Carpegna DOP 20 mesi, foglia di fico e topinambur, un equilibrio raffinato tra mare e terra
Ravioli di mandorla, pepe verde, prosciutto di Carpegna DOP 20 mesi e ristretto di mela cotogna, uno dei momenti più intensi della serata, dove dolcezza, sapidità e acidità dialogano in perfetta armonia
Capriolo con pastinaca ai carboni e prosciutto di Carpegna DOP 20 mesi, piatto profondo e avvolgente che esalta la selvaggina
La chiusura salata ha sorpreso con patata americana, mostarda e prosciutto di Carpegna DOP, prima delle “dolcezze finali”: lollipop al frutto della passione, mini cake alla rosa canina e krapfen al cioccolato affumicato.
Ristorante Verso: capesante marinate, prosciutto di Carpegna DOP 20 mesi, foglia di fico e topinambur
Il prosciutto di Carpegna DOP come ambasciatore del territorio
Il prosciutto di Carpegna SOP unisce tradizione e avanguardia, radici profonde e sguardo al futuro, rimanendo fedele al proprio DNA.
Eventi come quello di Milano dimostrano come il prosciutto di Carpegna DOP sia oggi un vero ambasciatore del borgo di Carpegna, capace di raccontare la sua storia anche lontano dai confini marchigiani. Un prodotto che unisce tradizione e avanguardia, radici profonde e sguardo al futuro, rimanendo fedele al proprio DNA.
In un mondo gastronomico in continua evoluzione, il Prosciutto di Carpegna DOP resta un punto fermo: autentico, riconoscibile e profondamente legato alla sua terra.
Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!