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Il fallimento di Tupperware: 2 innovazioni che hanno creato l’immagine della casalinga moderna

La nota azienda Tupperware, conosciuta in tutto il mondo per aver creato l’immagine della casalinga moderna,sta per cessare le sue attività

Le nostre nonne e le nostre madri non potevano fare a meno di Tupperware. Eppure il leggendario marchio di contenitori per il pranzo in plastica ha dichiarato bancarotta. Il fallimento di Tupperware è ormai una certezza

Creato nel 1946 da Earl Tupper in Massachusetts, il marchio Tupperware ha rivoluzionato il mercato con il suo modello di business di vendita diretta, principalmente tra casalinghe, offrendo prodotti pratici, innovativi e convenienti. L’azienda ha raggiunto l’apice del successo negli anni ’50 e ’70. In un certo senso, si è affermato come un marchio femminista, anche se le sue pubblicità potrebbero apparire, a prima vista, il contrario.

Il fallimento di Tupperware, la storia di un’azienda che rivoluzionò la conservazione dei prodotti e l’immagine della casalinga

La crisi aziendale si è manifestata in soli cinque anni, un periodo in cui il fatturato ha subito una riduzione del 42%

Il fallimento di Tupperware, l’azienda americana che non ha superato le difficoltà emerse dopo la pandemia, rappresenta la fine di un modello di business che è stato vincente per molti anni grazie ad un utilizzo spregiudicato della pubblicità e di un sistema di vendite all’epoca sconosciuto.

Fin dagli anni ’50 l’azienda aveva studiato campagne pubblicitarie in grado di far conoscere e vendere in modo vincente i propri prodotti, ovvero quegli inconfondibili barattoli di plastica colorata per conservare il cibo in modo ermetico. Non solo, le stesse donne a cui era rivolto il prodotto, lo pubblicizzavano e lo vendevano direttamente ad amiche e conoscenti guadagnando soldi.

A metà degli anni ’60 l’azienda era già presente, oltre che negli Stati Uniti, dovera era nata, in sei paesi europei, tra cui l’Italia. Il successo spinse l’azienda ad impegnarsi a conquistare i mercati  dell’Asia, dell’Australia e successivamente dell’America Latina e dell’Africa.

La crisi di Tupperware e del suo modello di vendita

La crisi di Tupperware

 

La crisi inizia tra gli anni ’90 e il 2000, quando la concorrenza diventa feroce.Tupper si trasgorma in sinonimo di contenitore, in particolare di plastica, ermetico, indipendentemente dal marchio e dalla superiorità del prodotto originale.

Lo stesso modello di vendita diretta multilivello di Tupperware viene messo in crisi. É spesso confuso con le vendite piramidali, protagoniste di scandali che esplodono in diversi paesi. Anche se non era più necessario venderlo porta a porta, poiché era possibile acquistare i contenitori online, la diffusione di prodotti simili eclissa l’articolo originale. Inoltre, nonostante il rimbalzo delle vendite durante i momenti peggiori della pandemia di coronavirus, nel 2020 ha iniziato a pesare la forte critica sull’insostenibilità della plastica e sul suo utilizzo in cucina, che attualmente sta vivendo una curva ascendente.

Le pubblicità di Tupperware e l’innovativo sistema di vendita

tupperware e la casalinga moderna

Se guardiamo le pubblicità di Tupperweare dall’anno della sua fondazione ad oggi, abbiamo davanti agli occhi un’interessante storia della casalinga moderna e contemporanea. Negli anni ’50 la donna che comprava Tupperware era tipicamente una casalinga che cercava di risparmiare tempo e, contemporaneamente, guadagnare denaro, vendendo i prodotti attraverso l’innovativo Home Party Plan. Questa strategia di vendita promuoveva incontri tra vicini per acquistare i contenitori in un’atmosfera domestica, gioiosa e conviviale.

La pubblicità sottolineava come le donne volessero essere indipendenti: conservare  il cibo lo faceva durare più a lungo e quindi si cucinava meno e, di conseguenza, aumentava il tempo libero. Diventare un promotore di Tupperware ti dava l’indipendenza economica. Le stesse riunioni tra donne erano un modo di esaltare la libertà, il desiderio di divertirsi e confidarsi liberamente. E gli uomini? I mariti appaiono nelle pubblicità, ma solo come comparse.

Il fallimento di Tupperware è la fine di un’epoca

il fallimento di tupperwere

I contenitori Tupperware, con i loro colori variegati e allegri, le loro forme semplici e divertenti, il loro carattere familiare, impilabile e pratico, trasmettevano lo spirito di un tempo segnato dall’ottimismo, dalla fiducia in un futuro migliore, nella fede nel progresso.

Il fallimento di Tupperware non distruggerà l’immagine potente che ha rappresentato, contribuendo a dare vita a quel periodo storico in cui le donne hanno creduto nella possibilità di emanciparsi dal tradizionale ruolo di angelo fel focolare..Le donne credevano nella possibilità di costruire un futuro felice, senza vincoli, e i contenitori Tupperware sono diventati il simbolo di quella speranza per molte generazioni. E noi conosciamo l’importanza dei simboli nel cambiare il mondo!

Credit photos apertura: Keegan Evans

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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