Lo stilista piacentino, ma milanese d’adozione, è tra le più importanti personalità italiane ad aver compreso il ruolo di imprenditoria e responsabilità sociale. Giorgio Armani e Milano: un’eredità che unisce partecipazione sociale, moda, cultura e cibo in un’unica visione. Dalla passerella al piatto: lo stilista piacentino – ma milanese d’adozione – ha trasformato lo stile in un linguaggio del territorio
Uno dei grandi creativi italiani, Armani, appena scomparso, è stato un punto fermo della Milano creativa – Moda e Design: con spirito quattrocentesco ha creato un’anima lifestyle dove l’estetica era anche etica e i suoi sogni li ha voluti tradurre in tanti linguaggi, anche con il cibo: stiamo parlando di un grande stilista tecno umanista che sapeva conciliare, con estrema capacità, le due parti, quella tecnico commerciale e quella umanistico creativa unitamente ad un’attenzione eccezionale verso l’humus territoriale in cui lavorava. Non apriva solo ristoranti: si può dire che disegnava esperienze interconnesse tra loro e con il territorio.
Questo territorio, intendiamo Milano, diventato così triste – eccetto in rari momenti – questa Milano che non sa più coniugare il “noi”, che non sente le radici, inalberatasi in un’arroganza e superiorità mal posta: “molta edilizia, poca architettura”, avrebbe detto Ettore Sottsass – ebbene, la mancanza della figura di Giorgio si sentirà, e molto.
È facile cadere nella retorica ma parlando dell’operato globale, composito e connesso con il territorio dello stilista, lo stupore prende il sopravvento: la moltitudine delle realizzazioni paralizza ogni possibilità di modestia, non c’è nulla da fare.
Riguardo il posto di sepoltura, il sindaco di Milano ha proposto il Famedio di Milano, dove riposano le donne e gli uomini che hanno fatto grande Milano, ma con ogni probabilità sarà rispettata la volontà di Giorgio Armani di essere sepolto accanto alla madre e al fratello nel cimitero di Rivalta, in provincia di Piacenza.
Milano Fashion Week, 23–29 settembre 2025: in memory of Giorgio Armani. Qualcuno dei tantissimi eventi culturali previsti (da non perdere la mostra “Milano, per amore”)
Alla Pinacoteca di Brera, la mostra Milano, per amore, è visitabile fino all’11 gennaio
Ci aspettiamo che per la Milano Fashion Week (23–29 settembre 2025), Milano esploderà in un vero e proprio tripudio, con il moltiplicarsi di omaggi da tutto il mondo: speriamo tanto che venga usato minimalismo e tocco lieve a lui così cari!
Ci ricordiamo ancora di “Roots”, un momento sospeso, quasi di poesia visiva, alla chiusura della Milano Fashion Week dello scorso anno, ma già da queste prime ore si sta preparando qualcosa che per Milano sarà indimenticabile. Ecco i tre eventi già programmati che confluiranno in decine di piccole e grandi iniziative che sorgeranno da qui a pochi giorni, anche spontanee, dal basso.
- Mostra alla Pinacoteca di Brera (24 settembre – 11 gennaio 2026)
Per la prima volta la Pinacoteca di Brera ospita una mostra dedicata alla moda, con 150 look d’archivio selezionati e personalmente curati da Giorgio Armani. La mostra celebra i 50 anni di carriera dello stilista e il suo impatto sulla moda italiana e internazionale. I capi di abbigliamento sono esposti in dialogo con i capolavori artistici del museo, creando un raffinato confronto tra moda e arte. Il percorso della mostra mette in luce i temi chiave dello stile Armani, come sobrietà, eleganza senza tempo, femminilità asciutta e innovazione nel taglio. Oltre agli abiti, sono esposti bozzetti, fotografie e materiali d’archivio rari che approfondiscono la visione creativa dello stilista. La mostra si colloca come un evento culturale unico, patrocinato dal Ministero della Cultura e con il supporto della Pinacoteca, sottolineando l’importanza della moda come patrimonio culturale.Orari: Da martedì a domenica: dalle 8.30 alle 19.15 (ultimo ingresso 18.00). - Sfilata nel Cortile d’Onore di Palazzo Brera (28 settembre 2025)
Domenica 28 settembre, alla chiusura della Milano Fashion Week, si terrà una sfilata esclusiva nel suggestivo Cortile d’Onore di Palazzo Brera. Qui verrà presentata la collezione donna Primavera/Estate 2026 di Giorgio Armani, insieme ad alcuni look maschili della recente collezione di giugno. La sfilata sarà un evento riservato a ospiti selezionati, personalità del mondo dell’arte, cultura e stampa di settore. Con questa sfilata, Armani rende omaggio alla città di Milano, luogo della fondazione della Maison, e celebra la sua storia legata a pochi passi dalla Pinacoteca. Moda, musica e architettura si fonderanno in una performance coinvolgente, facendo della passerella una vera e propria esperienza immersiva. - “Global Glam Fashion x Zora Couture” a Palazzo Visconti (28 settembre 2025)
Domenica 28 settembre, ore 18. Nella stessa giornata della chiusura della Milano Fashion Week, dalle 18:00 alle 21:00, si svolge a Palazzo Visconti uno showcase chiamato “Global Glam Fashion x Zora Couture”. Questo evento riunisce artigianato sartoriale e design audace, presentando un esempio di stile raffinato e innovativo nel contesto milanese della moda. L’iniziativa si inserisce nel calendario ufficiale della Fashion Week, sottolineando il ruolo di Milano come punto di incontro tra tradizione e modernità nella moda.
Giorgio Armani, la mostra a Brera e l’ultimo addio a Giorgio Armani

Giorgio Armani non credeva che fosse giusto esporre le sue creazioni accanto a quelle dei grandi maestri della pittura italiana esposte nella Pinacoteca di Brera. Con caparbietà Angelo Crespi, direttore della pinacoteca, ha convinto lo stilista che in occasione del 50° anniversario del suo marchio fosse giusto organizzare una mostra in un luogo simbolo di Milano, nel cuore di Brera, il quartiere in cui Armani viveva e lavorava. I lavori per preparare la mostra sono durati un anno, ma -ahimé- lo stilista non è riuscito a partecipare all’inaugurazione.
L’addio a Giorgio Armani a Brera
L’inaugurazione della mostra ha visto la partecipazione di un nutrito gruppo di personalità legate ad Armani come Richard Gere, Lauren Hutton, Cate Blanchettil designer Dries Van Noten e Glenn Close. Nel cortile della pinacoteca, illuminato da candele avvolte nella carta, che rimandavano al rito funebre asiatico, le modelle passavano a passo lentissimo, sobrio,accompagnate solo dalla musica di un pianoforte dal vivo. La sfilata si è conclusa con un’ovazione e i saluti di Leo Dell’Orco e Silvana Armani.
La mostra Per Amore e la storia di Giorgio Armani
La mostra ripercorre la storia di Armani, dagli anni Ottanta – silenziosamente rivoluzionari – ai modelli iconici come l’abito indossato dall’attrice Juliette Binoche al Festival di Cannes 2016 che nella mostra dialoga con una Madonna del Bellini.
Giorgio Armani e Milano: un regno iniziato dalle vetrine della Rinascente
La straordinaria carriera di Giorgio Armani, icona della moda italiana, è iniziata dietro le vetrine della Rinascente di Milano, dove posizionava manichini con uno stile già riconoscibile. Da lì, passo dopo passo, ha costruito un vero e proprio impero della moda, popolato da top model internazionali e stelle di Hollywood. Milano non è stata solo il suo trampolino di lancio, ma anche la sua musa ispiratrice per tutta la vita.
Ma oggi ci chiediamo: Milano è ancora in grado di trasformare il talento di un giovane di provincia in un’icona mondiale? Un tempo, questa città permetteva anche a chi non veniva da famiglie ricche di affermarsi nel mondo della moda e della creatività. Armani ne è la prova. Oggi, però, si teme che quel modello di mobilità sociale e culturale non sia più replicabile. Il sogno di diventare il nuovo Armani potrebbe non trovare più terreno fertile nella Milano contemporanea.

Armani/Silos

Giorgio Armani ha voluto questo spazio non solo per esporre le sue creazioni, ma per creare un vero e proprio “archivio” della sua visione. Il nome “silos” è volutamente provocatorio: come un tempo nei silos si conservavano le granaglie, il cibo per vivere, così in questo spazio sono conservati gli abiti, “cibo” per la creatività. L’Armani/Silos è un tempio dell’eleganza, che raccoglie 40 anni di storia del brand e organizza mostre temporanee, fungendo da luogo di riflessione sul ruolo della moda come forma d’arte e come testimonianza sociale e storica.
Anche l’Armani/Silos, oltre alle mostre permanenti e temporanee, si apre alla città con eventi di grande impatto. Serate musicali: Ha spesso ospitato eventi legati alla musica, come performance speciali nell’ambito del festival JAZZMI, trasformando lo spazio in un club elegante per una notte.
Proiezioni d’opera: in occasione della “Prima Diffusa” del Teatro alla Scala, l’Armani/Silos ha ospitato per il secondo anno consecutivo la proiezione in diretta dell’opera d’apertura della stagione, rendendo un evento esclusivo come la Prima della Scala accessibile a un pubblico più vasto e in un contesto di design.
Mostre ed eventi tematici: lo spazio non è solo per la moda di Re Giorgio, ma accoglie anche esposizioni fotografiche di alto livello, come quella di Magnum Photos, che hanno arricchito il panorama culturale milanese.
Oltre all’Armani/Silos, sempre cultura (e sport)
Oltre all’Armani/Silos, che rappresenta il suo archivio permanente e il tempio della sua estetica, Giorgio Armani ha intrecciato la sua presenza a Milano con una serie di iniziative culturali di grande rilievo, confermando il suo ruolo di mecenate e sostenitore della vita cittadina. Ecco alcuni esempi di tantissimi progetti e contributi al di fuori degli spazi espositivi:
Il rapporto con il Teatro alla Scala: Il legame tra Giorgio Armani e il tempio della lirica milanese è profondo e di lunga data. Non si tratta di una semplice sponsorizzazione, ma di un vero e proprio partenariato in cui il designer ha sostenuto la Fondazione del Teatro come “Fondatore Sostenitore”.
Il suo impegno si è manifestato in occasioni cruciali, come il sostegno alla “Prima” di Sant’Ambrogio, l’inaugurazione della stagione operistica, un evento che non è solo musicale ma un appuntamento mondano e culturale di portata internazionale. In un’occasione, ha persino curato il decoro floreale del Teatro.
Giorgio Armani e Milano: cosa ha lasciato il grande stilista alla città
In segno di solidarietà e vicinanza, in un momento di particolare difficoltà per il mondo della cultura, Armani ha finanziato iniziative per la città stessa. Un esempio è stato un murale e messaggi sui tram per celebrare la riapertura della Scala.
- Giorgio Armani/Teatro: Oltre al Silos, l’Armani/Teatro in via Bergognone, pur essendo noto principalmente come lo spazio delle sfilate, è un’architettura essenziale nel panorama milanese. Progettato da Tadao Ando, è stato concepito non solo per la moda ma come un’opera architettonica a sé stante, un luogo che incarna i valori estetici di Armani e che si è aperto anche a eventi culturali di altro genere.
- L’archivio digitale e fisico: Un altro contributo fondamentale è la creazione di Armani/Archivio, un progetto che va oltre il concetto di museo. È una piattaforma che raccoglie e rende accessibile al pubblico l’enorme patrimonio storico del brand: capi, schizzi e immagini. Questo non è solo un atto di conservazione, ma un’iniziativa culturale che trasforma l’eredità di Armani in una risorsa viva per studenti, ricercatori e appassionati, valorizzando la storia della moda italiana. “Made in Milan” diretto da Martin Scorsese e dedicato a Giorgio Armani
Giorgio Armani e lo sport

Il legame tra Giorgio Armani e lo sport è profondo e strategico: non solo sponsorizzazioni, ma stile, eleganza e anche rispetto per la città che gli ha dato tante opportunità e anche per i valori, sempre presenti nel suo stile di vita e di lavoro. In sintesi:
- Olimpiadi: dal 2012 Armani, con EA7, è l’Official Outfitter della squadra azzurra, curando divise di gara e cerimonia fino ai prossimi Giochi di Milano-Cortina 2026.
- Basket: con l’Olimpia Milano, Armani ha unito moda e sport, diventando proprietario e sponsor, segno di un impegno concreto.
- Calcio: ha vestito la Nazionale italiana e club come Chelsea, Juventus e Napoli.
Giorgio Armani: come si costruisce un brand vincente nel mondo
Armani ha costruito un brand e ha costruito una pagina importante nella pagina del marketing:
- Non è partito da posizioni di vantaggio, è un vero esempio di “imprenditore che si è fatto da solo”, a differenza di tanti altri.
- Non si è mai assoggettato alla pubblicità e non è mai stato vittima.
- Non è partito “facendo un po’ di tutto”. È partito da un posizionamento chiaro, che non ha mai tradito. É sempre stato coerente
- Non ha mai svenduto ciò che ha creato. In anni in cui tutti svendono, lui ha deciso di costruire per restare. É stato un uomo di potere silenzioso, elegante destinato a rimanere nella storia non solo della moda, ma della cultura e sopratutto per la parte sociale dell’imprenditoria interpretato in modalità rinascimentale.
- Il brand, con la foltissima lista di iniziative sociali, ha visto crescere la reputazione negli anni.
“Made in Milan”, un cortometraggio diretto da Martin Scorsese e interamente dedicato a lui
«I suoi abiti erano come fossero i costumi di quel set che è la vita» – Martin Scorsese
“Made in Milan” (1990) è un cortometraggio documentario diretto da Martin Scorsese e interamente dedicato a Giorgio Armani. È un film non pubblicitario – l’artista era respinto da questo tipo di prodotto – mostra Armani nel suo showroom di Milano, mentre riflette sulla propria filosofia estetica e sull’essenza della sua città.
Alterna momenti intimi (Armani che parla del rapporto con la madre e con il fratello) a scene urbane di Milano tra moda, lavoro e vita quotidiana. È considerato un fashion film di culto perché unisce lo sguardo cinematografico di Scorsese con l’eleganza sobria e visionaria di Armani. In sostanza, Made in Milan non è uno spot, ma un vero e proprio ritratto d’autore tra stile personale, radici culturali e spirito della città. Guardalo qui.
26 Ristoranti e Store-bar, da Milano a Tokyo, da Dubai a New York
Ristoranti, Store-bar: ne aveva creati 26, da Milano a Tokyo, da Dubai a New York, passando per Parigi, Monaco, Doha, Istanbul e Mumbai. A Milano l’eleganza minimale dialogava con la tradizione lombarda, a Tokyo il rigore zen incontrava la morbidezza di un risotto, a Dubai lo skyline diventava piatto e luce, a Parigi la classicità francese si distillava in sobrietà Armani.
E poi gli spazi meno raccontati: a Cannes il glamour del cinema trovava forma nei calici, a Santiago del Cile la modernità latino-americana si specchiava in linee essenziali, a Baku il Caucaso diventava cosmopolita senza perdere radici, a Kuwait City il deserto incontrava il design in un abbraccio rarefatto.
E ancora: a Tel Aviv la vitalità mediterranea si traduceva in leggerezza, a Manila il respiro tropicale assumeva toni sofisticati, a Seul la modernità frenetica trovava una pausa contemplativa, a Hong Kong il fermento urbano si rifletteva in geometrie di gusto.
Ma anche nella scelta dei luoghi c’era una creatività diffusa: a Bologna, nel cuore della città, ha aperto l’Emporio Armani Caffè e Ristorante.
Bologna: lo stilista amava le sfide
La particolarità sta qui: Armani, il maestro del minimalismo e dell’eleganza milanese, ha scelto di aprire uno dei suoi locali di punta in una città italiana famosa in tutto il mondo per la sua gastronomia e la sua immensa cultura, la sua storia e le sue “botteghe” storiche, non certo per l’alta moda, ecco la sfida.
Come possiamo dimenticare che l’università di Bologna è la più antica del mondo? È stata fondata nel 1088 ed è considerata la “Madre” di tutte le università come recita il suo motto: Alma Mater Studiorum, la prima università al mondo con un metodo moderno, da cui Dante, Petrarca ed Erasmo trassero linfa. Le sue aule hanno plasmato l’idea stessa di sapere europeo.
E ancora: la musica vibra al Teatro Comunale, dove Rossini e Verdi debuttarono e non a caso, l’UNESCO l’ha chiamata “Città Creativa della Musica”; dentro San Petronio o alla Pinacoteca, si entra in dialogo con Raffaello, i Carracci, Guido Reni: qui l’arte è stata radice e scuola durante l’umanesimo e il rinascimento sino ad arrivare, in epoca moderna, al dialogo con Pasolini, Eco, i filosofi e gli scrittori che hanno trasformato Bologna in un laboratorio di idee, critica e visione negli anni ‘60.
Questo crea un incrocio intrigante: l’estetica sofisticata di Armani si fondono con la vivace e “rossa” tradizione culinaria di Bologna. L’ambiente è tipicamente Armani—linee pulite, materiali raffinati, luci soffuse—ma il menu rende omaggio alla ricchezza del territorio.
Giorgio Armani è tra le più importanti personalità italiane ad aver compreso il ruolo di imprenditoria e responsabilità sociale
A parziale copertura (in verità molte donazioni sono state fatte in incognito), qui di seguito segnaliamo altre iniziative culturali e sociali della maison dello stilista.
- Restauri culturali con il FAI
Nel 1983, Armani avviò una collaborazione con il FAI (Fondo Ambiente Italiano) finanziando il restauro dell’Abbazia di San Fruttuoso, in Liguria. In seguito, sostenne anche i restauri di Villa Necchi Campiglio a Milano, espressione del razionalismo italiano. - L’iniziativa benefica “Acqua for Life”. Nel 2010, Armani lanciò l’iniziativa benefica “Acqua for Life” in collaborazione con Green Cross International e UNICEF, per favorire l’accesso all’acqua potabile nelle zone bisognose.
- Un progetto di tutela ambientale in laguna veneziana. Donazione di circa 100.000 euro per finanziare un progetto di tutela ambientale in laguna veneziana, denominato “Vital”, che si occupa di salvaguardia e recupero dell’ecosistema lagunare con ricerche e interventi per contrastare l’erosione e il cambiamento climatico.
- L’isola di Pantelleria. Nel luglio 2025 ha fatto una significativa donazione di 800.000 euro al Comune di Pantelleria, destinata a importanti lavori infrastrutturali nelle zone di Cala Gadir e Cala Tramontana. Oltre ai lavori infrastrutturali, Armani ha donato anche una tac all’ospedale dell’isola e finanziato studi scientifici e culturali.
- Apulia Regenerative Cotton Project (2023)
In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, lancia un progetto per coltivazione di cotone rigenerativo in Puglia, in collaborazione con la Sustainable Markets Initiative e la Circular Bioeconomy Alliance.
Restauro e sostenibilità: Denim riciclato
- Nel 1996, presentò un modello di jeans realizzato in denim riciclato presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci a Milano.
Impegno benefico, AIDS e Covid
- Nel 2006 organizzò “One Night Only” a Londra, evento benefico durante la Fashion Week con performance di star del calibro di Beyoncé e Andrea Bocelli, per il lancio della linea PRODUCT(RED) contro l’AIDS. Sempre nei confronti del dramma legato alla malattia promosse numerose Campagne di sensibilizzazione campagne pubblicitarie globali legate ad AIDS/HIV, usando il suo brand e i volti di star internazionali.
… e tanto altro
- Donazioni per ospedali. Nel marzo 2020 donò 2 milioni di euro a favore di diversi ospedali italiani (tra cui Spallanzani di Roma, Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano) e della Protezione Civile.Successivamente, l’impegno economico salì a circa 2,2 milioni di euro complessivi.
- Conversione della produzione. Le sue aziende convertirono parte della produzione per realizzare camici monouso destinati al personale sanitario impegnato in prima linea.
- Messaggi alla città. Nel pieno del lockdown, pubblicò lettere aperte e inserzioni sui giornali italiani invitando alla responsabilità, alla sobrietà e alla solidarietà, sottolineando l’importanza della “serietà e del rispetto umano” in tempi di emergenza.
- Come sostenitore storico del Teatro alla Scala, contribuì a mantenerne viva l’attività simbolica anche nei momenti più duri della pandemia (sostenne iniziative legate alla “Prima Diffusa” e incoraggiò la ripartenza culturale della città).
- Supporto ai dipendenti e alla filiera. Armani annunciò che avrebbe garantito stipendi pieni ai dipendenti, senza ricorrere a cassa integrazione.
- E aggiungiamo come la creatività inarrestabile dello stilista si fece largo, i quei buii momenti, anche nel campo mediatico: a febbraio 2020, durante la Milano Fashion Week, fu il primo stilista a decidere di sfilare senza pubblico, trasmettendo lo show in streaming.
Sostegno UNICEF e altre associazioni
- Nel 2002, Armani, si attivò concretamente durante l’emergenza afghana con raccolte fondi e sensibilizzazione (fu nominato Goodwill Ambassador dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).
- Donazioni da Fondazione Armani (soprattutto negli anni 2000) furono destinate a programmi educativi per bambini in paesi in via di sviluppo, integrando salute e istruzione.
- New York (2009). Come già citato, donazione da 1 milione di dollari a favore dei programmi artistici nelle scuole pubbliche della città, con borse di studio dedicate ai ragazzi svantaggiati.
- Filantropia per i profughi ucraini (2022). Armani partecipò a raccolte fondi congiunte con l’UNHCR e il Comune di Milano, donando capi di prima necessità per i profughi ucraini.
Donazione per borse di studio
- Donazione per borse di studio artistiche a New York. Nel 2009, in occasione dell’apertura del concept store Armani/Fifth Avenue, donò un milione di dollari a programmi educativi artistici nelle scuole pubbliche di New York.
- Per il sostegno agli studenti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza, destinate agli studenti iscritti al secondo anno del corso di laurea magistrale in Global Business Management.
- La Fondazione Giorgio Armani (dal 2016) ha attivato borse di studio in Italia e nel mondo per giovani in vari campi.
- Accademia del Teatro alla Scala (anni 2000–2020). Armani ha finanziato programmi di borse di studio per allievi ballerini, musicisti, tecnici di palcoscenico e scenografi, dando ai giovani talenti la possibilità di frequentare corsi d’eccellenza.
- Collaborazioni con Politecnico di Milano (Design) e NABA per iniziative legate a giovani creativi, con finanziamenti a progetti di ricerca e premi per studenti meritevoli.
- Concorso “Films of City Frames” (2014–2018). Progetto internazionale di Armani che ha coinvolto studenti di scuole di cinema (tra cui Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, Tisch School of the Arts di New York, ecc.).
- Borse di studio in Giappone (anni 2000). Armani ha finanziato programmi educativi legati alla moda e al design in partnership con istituti di Tokyo, in occasione delle aperture degli Armani Store nel Paese.
Armani e il cibo: un amore elegante e sobrio

Con il cibo si entrava in un racconto. Un lifestyle che cuciva insieme moda, design e cibo. Perché il vero lusso, secondo Armani, non era consumare. Era appartenere. Ogni ristorante era un tessuto che rivelava identità.
E proprio di identità parla il suo piatto preferito legato alla sua origine piacentina, con una dedica di suo pugno sul sito: “C’è un piatto che riunisce in sé la mia preferenza assoluta, il ricordo della mia infanzia e delle mie radici: i tortelli alla piacentina. Sono delicatissimi, da condire soltanto con burro appena fuso e grana. I migliori erano quelli che faceva mia madre: ho ancora in mente la sua espressione soddisfatta mentre li portava in tavola. Sono ricordi dei pranzi domenicali in famiglia che preludevano al tanto desiderato momento in cui mio padre si lasciava convincere da me e da mio fratello a portarci al cinema.”
Ecco la lista dei ristoranti e locali Armani

- Armani Caffè – Pechino
- Armani Caffè – Hong Kong
- Armani Ristorante – Tokyo
- Armani Caffè – Tokyo
- Emporio Armani Caffè – Tokyo
- Armani Caffè – Mumbai
- Emporio Armani Ristorante & Caffè – Bologna
- Armani Caffè – Cannes
- Nobu Milano
- Emporio Armani Ristorante & Caffè – Milano
- Armani Bamboo Bar – Milano
- Armani Ristorante – Milano
- Emporio Armani Caffè – Monaco
- Emporio Armani Caffè & Armani Ristorante – Parigi
- Armani Caffè – Doha
- Emporio Armani Ristorante & Caffè – Doha
- Emporio Armani Caffè – Dubai
- Armani Caffè – Dubai
- Armani/Deli – Dubai
- Armani Lounge – Dubai
- Armani Ristorante – Dubai
- Armani Amal Restaurant – Dubai
- Armani Mediterraneo – Dubai
- Armani Hashi – Dubai
- Armani Ristorante – New York
- Armani Caffè – Costa Mesa
L’addio di Giorgio Armani
Addio a Giorgio Armani. Non ha solo vestito corpi, ha vestito epoche. Ha trasformato Milano in una capitale di stile e l’eleganza in un linguaggio che il mondo intero ha imparato a parlare. Muore un uomo, resta un’eredità di stile assoluto.
Giorgio ha pensato anche al commiato, ci ha pensato lui stesso, con il suo solito tocco leggero, eccolo: «Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia».


Bellissimo viaggio lungo la sua vita, con ‘tocco lieve’ raccontata.
Armani , grandissimo uomo,in silenzio quante cose hai realizzato….peccato averti perso….
Ciao Rebecca, lieve come la vita di Armani vissuta con passo elegante, senza mai alzere le voce, rincorrendo le sfumature dell’esistemìnza. Rimane il suo ricordo, il suo esempio e il suo stile.