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Ripa della Volta: vini autentici e Metodo Bigot in Valpantena

In Valpantena, il vino incontra l’anima: Ripa della Volta tra terroir, autenticità e Metodo Bigot

Scopri i vini di Ripa della Volta, nati in Valpantena tra innovazione e tradizione. Focus sul Metodo Bigot e su Valpolicella Superiore DOC 2023 e Soave 2024

Nel cuore della Valpantena, dove il microclima mediterraneo si fonde con le brezze dei Monti Lessini, nasce il progetto vitivinicolo di Andrea Pernigo, fondatore della cantina Ripa della Volta. Un progetto che parla la lingua del rispetto del terroir, della biodiversità e della tradizione agricola reinterpretata in chiave contemporanea.

Dal 2015, Andrea produce vini autentici e identitari, frutto di una scelta coraggiosa: abbandonare la carriera da dirigente per dedicarsi a una viticoltura etica e sostenibile. Nessuna etichetta patinata o strategia di marketing, ma ascolto profondo della natura e delle esigenze della pianta. Il vino, qui, si fa davvero in vigna.

La filosofia di Ripa della Volta: tra natura e innovazione

Nella tradizione agricola c’è innovazione, la firma della cantina e del lavoro dell’uomo

vini ripa della volta
Nel cuore della Valpantena nasce il progetto vitivinicolo di Andrea Pernigo

Alla base del lavoro di Andrea c’è un principio guida: “la tradizione agricola è sempre stata innovativa”. Per questo, la coltivazione biologica, l’utilizzo di lieviti autoctoni, l’assenza di filtrazioni e additivi, rappresentano scelte coerenti con una visione produttiva precisa. Il vino rispecchia l’annata, l’altitudine dei vigneti, la composizione del suolo e il ritmo naturale della vite. La vinificazione è un atto di pazienza e di osservazione, in cui l’essere umano accompagna, ma non impone. La bottiglia che apriamo deve raccontare il territorio, la biodiversità.

Metodo Bigot: la scienza al servizio del vino naturale

agribistrot l'oasi delle stelle
Grezzana l’agribistrot l’osi delle stelle

Durante una recente visita all’Oasi delle Stelle – Agribistrot (ti ricordi il nostro articolo in cui ti abbiamo raccontato la nostra esperienza?), abbiamo partecipato a una degustazione guidata da Giovanni Bigot, agronomo friulano e creatore del Metodo Bigot e dall’enologa Emanuela Fiore. Ma cos’è esattamente il Metodo Bigot?

Cos’è il Metodo Bigot?

Giovanni Bigot e il metodo Bigot
Giovanni Bigot, agronomo friulano e creatore del Metodo Bigot

Il Metodo Bigot è un sistema scientifico di valutazione della qualità agronomica dei vigneti, basato su 9 parametri oggettivi (tra cui equilibrio vegeto-produttivo, biodiversità, età della vite, struttura del suolo). Ogni vigneto viene così “misurato” e ottiene un punteggio numerico, utile per comprendere il suo potenziale qualitativo.

A cosa serve il Metodo Bigot?

Serve a:

  • Migliorare la sostenibilità agronomica
  • Valutare la salute e la longevità del vigneto
  • Garantire la coerenza tra terroir e vino prodotto
  • Guidare decisioni scientificamente fondate, senza rinunciare all’approccio artigianale

Come afferma Bigot:I nostri vigneti sono giovani, ma il nostro obiettivo è garantire loro una lunga vita. È così che si costruisce qualità e identità.

Questa missione  permea tutto il lavoro di Andrea che ha dato vita ad un progetto incentrato sui vitigni autoctoni Nella sua cantina non si parla di marketing. Si parla di territorio, biodiversità, decisioni che incidono sul paesaggio. Come sottolinea Andrea: “Il vino si fa in vigna per esaltarne originalità, autenticità e possibilità di evoluzione”.

Noi siamo venuti presso l’azienda Ripa della Volta, per conoscere l’evoluzione di un’azienda che vuole crescere mantenendo la sua personalità. Le novità della produzione dei vini Ripa della Volta 2025 partono dal Valpolicella Superiore DOC 2023, frutto della visione dell’agronomo Giovanni Bigot e di Emanuela Fiore.

La degustazione dei vini Ripa  Della Volta nati dal progetto e dal sogno di Andrea, Giovanni ed Emanuela

Valpolicella Superiore DOC 2023: la complessità nella semplicità

degustazione vini Ripa della volta
Valpolicella Superiore DOC 2023 è l’emblema dell’identità Ripa della Volta.

Prodotto da uve Corvina, Corvinone, Oseleta, Spigamonte e Turchetta, provenienti da vigneti tra i 300 e i 600 metri di altitudine, il Valpolicella Superiore DOC 2023 è l’emblema dell’identità Ripa della Volta.

  • Fermentato in acciaio, macerato per 10 giorni e affinato 12 mesi, si distingue per:
  • Aromi floreali (rosa selvatica, lavanda, bouganville)
  • Note di ciliegia rossa, melograno e agrumi mediterranei
  • Sfumature speziate, liquirizia ed erbe aromatiche
  • Tannino elegante, struttura agile, persistenza lunga
  • Perfetto con parmigiana di melanzane, amatriciana o persino zuppa di pesce al pomodoro.

L’assaggio 2024 si presenta con un colore più scuro , essendo ancora in fieri. al naso si avverte in modo intrigante e di marasca. l’arancia rossa. Un vino fresco.

Soave DOC 2024: il ritorno dell’eleganza vulcanica

Soave Doc 2024
Soave Doc 2024 Ripa della Volta, un bianco vinificato in anfore di terracotta

Prodotto al 100% da Garganega coltivata su suoli vulcanici a Terrarossa di Roncà, questo bianco vinificato in anfore di terracotta esprime un’anima raffinata e minerale.

  • Con fermentazione spontanea e affinamento sulle fecce fini, il Soave DOC 2024 offre:
  • Profumi di fiori bianchi, frutta a polpa bianca e note tropicali (litchi)
  • Mineralità iodata e nota di pietra focaia
  • Bocca fresca, equilibrata, persistente

Ideale con sashimi, frittura di paranza, risotto agli asparagi, vitello tonnato.

Commento famelico: il futuro di Ripa della Volta

Ripa della volta
Cantina Ripa della Volta, un progetto che mette al centro il territorio, con il coraggio di innovare senza tradire il passato e la sua storia

Con l’enologa Emanuela Fiore e l’agronomo Bigot, la cantina si muove in direzione di una produzione sempre più legata al paesaggio, alla varietà autoctona e al clima locale. I vigneti non sono solo strumenti produttivi, ma ecosistemi vivi, capaci di raccontare una storia.

Nel mondo del vino segnato da crisi climatiche e incertezze di mercato, Ripa della Volta rappresenta una risposta concreta e coerente: un progetto che mette al centro il territorio, con il coraggio di innovare senza tradire il passato e la sua storia.

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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