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Colle di Val d’Elsa, la città del cristallo tra cibo e cultura

Colle di Val d’Elsa è famosa per essere la cittadina del cristallo, ma anche di cibo e cultura

Cos’altro può offrire Colle di Val d’Elsa oltre a tanta tranquillità e buon vino? Anche i cristalli migliori. Fin dai tempi del Medioevo la città toscana nota come la “Boemia italiana”, produce il il 14% del cristallo mondiale nonché il 95% di quello italiano

Colle di Val d’Elsa, conosciuta per il suo suggestivo centro storico, è una cittadina della provincia di Siena, in Toscana, che conta 21.500 abitanti, di cui molti impegnati nella lavorazione del cristallo. Per capire perchè tale attività rappresenta l’identità di un’intera comunità, vieni con me alla scoperta di strade, case e angoli di un borgo ricco di storia, cibo e cultura.

Colle di Val d’Elsa: che cosa vedere in una giornata

Di origine medievale, Colle di Val d’Elsa conosce un grande sviluppo durante il Rinascimento. L’antica caratteristica dell’antico borgo è rappresentata dalle cosiddette case-torri, alti edifici medievali costruiti dalle famiglie più ricche e facoltose per dimostrare il loro status sociale e per motivi difensivi

ingresso a colle di val d'elsa porta nuova

La visita del centro storico parte da Porta Nuova, la porta di accesso a Colle di Val d’Elsa, utilizzata da chi arrivava da Volterra, dove un tempo veniva estratto il sale. Qui mi aspetta Giacomo Baldini, direttore dei Musei Civici di Colle di Val d’Elsa, l’ex assessore alla Cultura e al Turismo Cristiano Bianchi e Mario Cristiani, Co-Founder Galleria Continua.

fontana del sorriso colle val d'elsa

La nostra passeggiata ci porta ad ammirare il Palazzo del Podestà, custode della storia civica della cittadina, il Palazzo Vescovile, la Concattedrale dei Santi Alberto e Marziale, il Palazzo del Comune con la fotografatissima Fontana del Sorriso, la Chiesa di Santa Maria in Canonica e il teatro dei Varii, il tipico teatro all’italiana con tre file di palchi laterali.

Dopo aver ammirato il paesaggio dal Baluardo di Colle di Val d’Elsa, il bastione difensivo della città, visito la Casa Torre di Arnolfo di Cambio, dove nel 1245 vi nacque l’architetto toscano che ha costruito gran parte degli edifici simbolo di Firenze, tra cui il Duomo di Santa Maria del Fiore e il Palazzo Vecchio. Un consiglio se sei curioso di conoscere l’aspetto di un artista poco noto? Soffermati ad ammirare il suo busto in Piazza Canonica.

torre arnolfo di cambio dipinto

Gli interni della Casa Torre sono impreziositi dagli affreschi dell’artista partigiano Gino Terreni, uno dei più significativi rappresentanti dell’espressionismo europeo, che ha dipinto tre affreschi (L’Amicizia, L’Annunciazione e Storie di Arnolfo), partendo dalle indicazioni fornite dal Libro dell’Arte di un altro Colligiano illustre, Cennino Cennini.

UMoCA, il museo sotto un ponte

umoca colle val di elsa

L’UMoCA – Under Museum of Contemporary Art – è un progetto di arte pubblica dell’artista cinese Cai Guo-Qiang per Colle Val d’Elsa, avviato con Associazione Arte Continua nel 2001 per la sesta edizione di Arte all’Arte. Qui le opere esposte sono chiamate a interagire con il paesaggio del luogo.

Il progetto Arte all’Arte per creare il senso di comunità

arte contemporanea colle val d'elsa

Arte all’Arte è un progetto organizzato dall’ Associazione Arte Continua con l’obiettivo di promuovere i comuni della provincia di Siena e Firenze come distretto artistico agro-ambientale. L’obiettivo è quello di portare l’arte nel presente per rendere possibile un dialogo tra l’arte del passato, l’espressione contemporanea e il paesaggio in modo che la cultura sia parte integrante della città. Il successo dell’operazione culturale ha fatto sì che i cittadini si siano sentiti responsabili della conservazione delle opere d’arte, considerate patrimonio della comunità.

Il progetto ha preso avvio nel periodo in cui ferveva il dibattito sugli effetti della globalizzazione, quando era diventato urgente ridiscutere il rapporto tra città e campagna. Perchè puntare sull’arte contemporanea? “L’espressione artistica contemporanea – spiega Mario Cristiani– consente al cittadino di dare valore al presente, di riappropriarsi del tempo per non sentirsi periferia di altri luoghi e di altre epoche. Un progetto che tende a salvare le città dagli atti di vandalismo, dando valore al senso di appartenenza ad una comunità. L’arte è un invito a vivere meglio la propria epoca“.

Il Museo del cristallo per fare conquistare al cristallo un contesto contemporaneo

Il progetto dell’Arnolfo di Cambio è sempre stato quello di collaborare con grandi designer per valorizzare il lavoro artigianale. La collaborazione è considerata la carta vincente per rendere contemporanea una lavorazione che ha secoli di storia.

una fase della lavorazione del cristallo

Inaugurato nel 2001 il museo del cristallo, racconta la storia del cristallo e di tanti lavoratori che hanno concorso a fare di Colle di Val d’Elsa la cittò del cristallo. Non solo, anche di come il cristallo abbia incontrato il design.

Un prodotto di design ha sempre molto da narrare.Quelli che escono dal 1963 dall’azienda Arnolfo di Cambio hanno sicuramente molto da raccontare, tanto da essere protagonisti di una mostra al Museo del Cristallo, “60 Years of Design in Crystal” (fino al 30 settembre 2024), una mostra che invita a riflettere e ad apprezzare il valore del lavoro realizzato a mano.

piatto cristallo cavallo arnolfo di cambio

Con gli artigiani sotto i riflettori, la mostra secondo Gabriele Bagnasacco, titolare dell’Arnolfo di Cambio, “cerca di incentivare il dibattito sulla necessità di conservare antichi mestieri non come testimonianze del passato, ma come fonti vive di creatività ed espressione culturale del presente“. Senza artigiani siamo destinati a rimanere senza design, senza moda e senza grandi cuochi. Un discorso serio, perchè se non riusciamo ad attrarre i giovani verso l’artigianato, scompariranno arti e mestieri che hanno reso l’Italia la patria del bello.

La mostra vuole rendere visibile l’importanza di quello che una volta era chiamato il “mestiere”, del lavoro artigianale e soprattutto di un ricambio generazionale che lo mantenga vivo. I mestieri se sono considerati come qualcosa di polveroso, come qualcosa che non si evolve, allora muoiono. Per non ridurli ad oggetti museali, bisogna contribuire alla loro evoluzione.

Il rischio è che in futuro non si sappia più lavorare con le mani. Per anni il lavoro manuale è, infatti, stato considerato senza valore, ora è giunto il tempo di restituirgli dignità culturale, sociale ed economica.

Cenare presso il ristorante il Frantoio Restaurant, la cucina gourmet di Jacopo Pereira

I piatti, perfetti da condividere, sono l’espressione di uno staff che lavora insieme in modo coordinato e armonico. Tutte le proposte sono realizzate con ingredienti di qualità, rispettosi della stagionalità.

il frantoio restaurant a colle val d'elsa

Il ristorante, le cui sale sono ricavate da un vecchio frantoio del 1800, si trova nell’antico Palazzo Giusti nel centro storico di Colle Val di d’Elsa. Nei sotterranei dell’antico palazzo, sede del ristorante, si sono conservati gli antichi macchinari che servivano per l’estrazione dell’olio dalle olive, come la macina a ruota di pietra, un torchio di legno per pressare la pasta di olive risalente e datato 1811, due grosse cisterne sotterranee dove veniva raccolto l’olio situate nel pavimento e il pozzo interno costruito in mattoni a forma tronco – conica con una grata di protezione in ferro battuto.

La cucina del Frantoio Restaurant

fegatini amarena e pistacchio di Jacopo Pereira

Jacopo Pereira, classe ’86, ha trasformato il Frantoio Restaurant da un ristorante di cucina toscana tradizionale in un eccellente fine dining. Tra gli antipasti non perderti la sfera di fegatini di pollo con amarene e pistacchi, un piatto che si distingue per il suo equilibrio. Così come tra i primi, non puoi evitare di scegliere il  cavallo di battaglia dello chef, lo spaghetto Mancini affumicato al legno di faggio, con aglio nero, polvere di capperi e colatura di alici. Una gran sinfonia riuscita di sapori!

Dove dormire a Colle di Val d’Elsa

palazzo pacini val d'elsa

Palazzo Pacini, nel centro storico di Colle di Val d’Elsa, è una dimora storica del 600. Ogni stanza ha la sua storia e il suo arredamento. Indimenticabile la colazione di tipo continentale (anche con cibi per celiaci, vegetariani e vegani) che si può gustare su un terrazzino che si apre su un curatissimo giardino e sul paesaggio toscano.

Indirizzi utili

IL FRANTOIO RESTAURANT
Via del Castello, 38 – 53034 Colle di Val d’Elsa (Siena)
Tel 0577 923652 – E-Mail info@ilfrantoiorestaurant.it

PALAZZO PACINI

via Gracco del Secco, 14
Tel. 0577 924080

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Written by Monica Viani

Giornalista e blogger specializzata in enogastronomia e travel, non amo i confini e i pregiudizi, nemmeno quando mi siedo a tavola. In un calice di vino, in un piatto si nascondono storie, speranze e gioie di interi popoli. Cibo è cultura, contaminazione, convivialità, potere e tante altre cose da indagare con spirito famelico. Con Fabrizio Bellavista e il suo sguardo aperto al futuro, cerco di affrontare il mondo del cibo in chiave culturale. Il mio unico imperativo categorico? Mai fermarmi al primo morso, ma divorare tutto ciò che può essere degustato!

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