4 ristoranti imperdibili nel piacentino in occasione di Parma capitale italiana della cultura

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4 ristoranti per scoprire le bellezze e le eccellenze del piacentino seguendo le dritte di Visitpiacentino

Visitpiacentino, sito e app per conoscere un territorio ancora poco conosciuto. Qui si trovano suggerimenti per trascorrere un week end all’insegna di cibo e cultura.

Si mangia sempre bene nel piacentino. Difficile rimanere delusi, i piatti della tradizione della cucina piacentina sono veramente un tuffo nella storia del gusto italiano. Nei ristoranti, negli agriturismi si celebra il rito della buona tavola, dall’antipasto al dolce.

Famelici, seguendo i suggerimenti di Visitpiacentino, vi segnala 4 ristoranti da provare in questa estate un poco strana, ma pur sempre estate!

Antica Trattoria Cattivelli – Monticelli D’Ongina

ristoranti imperdibili nel piacentino: trattoria cattivelli

Approdo sicuro per chi ama la buona tavola e il buon bere è l’Antica Trattoria Cattivelli.  É un ristorante amato dai piacentini, una trattoria dove si poteva incontrare Ugo Tognazzi, Gianni Brera e Gigi Rizzi e che ha conservato, in oltre 70 anni di vita, un’ottima gestione. Un ristorante con una lunga storia, gestito oggi da Emanuela e Claudia Cattivelli in cucina con i rispettivi mariti Luca e Massimiliano in sala.

Tanto spazio, un ampio giardino, un’accoglienza vecchio stile per godere di piatti che esaltano i prodotti del territorio. In particolare ottimi i salumi, come il culatello di Zibello affinato per 20 mesi nella cantina del ristorante. Tutte le proposte gastronomiche sono accompagnate da ottime etichette piacentine e nazionali.

Cucina di grande materia prima, attenta alla tradizione ma sempre con un tocco d’autore. La creatività si esercita soprattutto con il pesce, che porta in tavola la cucina piacentina di fiume. Si va da un delicato antipasto di anguilla affumicata con verdure all’aceto balsamico o l’anguilla, sfilettata, arrotolata e marinata all’arancia.

Ottimo anche il Luccioperca in salsa di verdurine della bassa, una proposta difficile da trovare al ristorante. Non mancano le proposte di carne come il tortino di carne tagliata a coltello, fatta con una lunga macerazione sottovuoto, e il petto d’anatra con cipolle rosse e fichi.

Il piatto che non ti aspetti? Il Budino di cacio del Po accompagnato da un sorbetto d’asparago.

La Favorita -Vigolzone

ristoranti imperdibili nel piacentino: Favorita sui colli piacentini

L’eccezione che conferma la regola: un agriturismo, La Favorita, che propone, oltre la tradizione, una cucina raffinata e creativa. Mariuccia Ferrari, con i figli Paolo e Stefano, propone una cucina che prevede piccole provocazioni che vanno al di là della cucina piacentina, come ad esempio lo strudel di carciofi con ricotta di pecora, di produzione dell’agriturismo.

In cucina vince una semplicità raffinata, in sala una atmosfera ricercata, accogliente e conviviale. Ottimi i salumi e lo gnocco fritto, così come gli anolini in brodo, a riprova che la cucina della tradizione non è rinnegata. Gli immancabili pisarei e faso sono fatti a regola d’arte. Come secondo piatto particolarmente consigliato è lo stinco. E per concludere imperdibile il semifreddo al torroncino con cioccolata calda.

ristoranti imperdibili nel piacentino: la Favorita nei pressi di Rivergaro

Ristorante Da Faccini – Castell’Arquato

ristoranti_imperdibili_piacentino_da_faccini

Una vera istituzione della ristorazione piacentina, una trattoria autentica, a pochi chilometri da Castell’Arquato. La famiglia Faccini propone la cultura gastronomica emiliana dal 1932. La struttura e gli arredi ricordano la storia del locale: dalle cantine e dalle mura del ristorante in sasso alle travi a vista fino ai vecchi tavoli in legno utilizzati per giocare alle carte.

Protagonista dell’antipasto è l’accoppiata culatello – burtleina, la parte nobile del prosciutto e una via di mezzo tra una frittata e una crepe cotta nello strutto. Tra i primi i turtei con la cua con la loro sfoglia così sottile da intravedere la ricotta con gli spinaci o i pisarei e fasoi, o ancora i ravioli d’anatra impreziositi dal tartufo.

Tra i secondi è famelicamente consigliata la gettonata faraona cotta nella creta, o il sorprendente brasato cotto nel Gutturnio, o il bollito misto accompagnato dalla mostarda di Cremona. Può mancare il dolce? Semifreddo di amaretto, il torroncino al cioccolato caldo, la sbrisolona, oppure i turlitt, ravioli dolci ripieni di castagne, amaretti e mostarda. Buona la carta dei vini con tutte le migliori etichette locali e con una buona scelta di vini italiani e francesi. Ciò che ci ha veramente colpito? L’intero menu è ricco di prodotti del territorio, frutto di grande ricerca e di un’inesauribile passione.

La chicca: i prodotti degustati nel ristorante ed altri generi alimentari legati alla tradizione gastronomica piacentina sono acquistabile presso l’annessa bottega.

ristoranti imperdibili nel piacentino da Faccini

Curiosità: noi abbiamo conosciuto Alessandro Villa, sommelier ed esperto d’olio del ristorante Faccini, durante una degustazione di olio presso Podere Palazzo Illica, organizzata per farci conoscere il loro olio di punta: 14.75, il cui nome rimanda all’anno dell’editto di Parma, che imponeva ulivi per ogni focolare. Siamo rimasti talmente affascinati dalla spiegazione di Alessandro, dal suo raccontarci tutti i possibili abbinamenti, che abbiamo deciso di fare tappa al ristorante Da Faccini. Qui abbiamo compiuto un viaggio alla riscoperta delle ricette del passato.

Chiulano – Vigolzone

ristoranti_imperdibili_piacentino _chiulano

Varchi la soglia e capisci subito che sei capitato nel locale giusto. Un ristorante “caldo”, accogliente, ricavato da un vecchio rustico e da una baita in legno. In estate si pranza e si cena in una veranda interna con grandi vetrate che si affacciano sulla vallata, oppure nel porticato all’aperto.

Imperdibili le gustose pennette fatte in casa tirate al torchio con sugo di peperoni e salsiccia a tocchetti, magari precedute da salumi, tutti di qualità eccellente, e bortellina. Se amate la tradizionale cucina emiliana, non mancano i piatti cult emiliani, dove spiccano gli anolini in brodo. Tra i secondi encomiabile la tagliata e le costolette di agnello. Cantina che privilegia i vini del territorio.

ristoranti_imperdibili_piacentino_chiulano

Il ristorante è all’interno di un agriturismo ma a noi piace chiamarla agriosteria di campagna. Qui si trovano piatti della tradizione, talvolta presentati in chiave moderna, ma sempre con un denominatore comune: il rispetto dell’ingrediente e la ricerca dell’eccellenza.

E non farti mancare un visita a Parma, capitale della Cultura Italiana 2020-2021

Parma Capitale italiana della Cultura 2020- 2021 riscopre quella centralità che aveva conosciuto nella prima metà dell’800, quando conobbe una grande vivacità culturale e prosperità economica grazie all’operato di Maria Luigia d’Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte. Una miriade di iniziative culturali la rendono un place to be, ma delle luci dei riflettori gode l’intera Emilia.

Naturalmente l’attenzione è sulle bellezze artistiche e naturali, ma Famelici non può non parlarvi del cibo, di quella cucina emiliana famosa in tutto il mondo. Oltre Parma, dunque merita una visita anche Piacenza e dintorni. Che cosa vi consigliamo? Prima visitate Parma e poi spostatevi nel piacentino.

ristoranti nel piacentino e poi visita a Parma capitale della cultura italiana

Parma, capitale italiana della cultura

Parma, la città d’arte dell’Emilia, regina del buon cibo, insignita dal 2015 del titolo di Città Creativa UNESCO per la Gastronomia, è la capitale italiana della Cultura 2020. Dopo il successo di Matera, capitale europea della cultura 2019, la città di Maria Luigia raccoglie il testimone e si presenta proponendo mostre, installazioni, produzioni, laboratori, musica e incontri sul tema “la cultura batte il tempo”.

Parma, la città di Maria Luigia

Chi non è mai stato a Parma ha la possibilità di scoprire la bellezza del centro cittadino, in particolare della Cattedrale di Santa Maria Assunta, con l’Assunzione della Vergine del Correggio situata nella cupola sopra l’altare maggiore e il battistero, e la Basilica di Santa Maria della Steccata con l’affresco delle “Tre vergini sagge e tre vergini stolte” del Parmigianino conservato nella volta del presbiterio.

Dopo una passeggiata sotto l’unica via porticata della città, le cui origini sono medievali, si può visitare il Teatro Farnese all’interno del Palazzo della Pilotta, dove è ospitata anche la Galleria Nazionale con esposte diverse opere di grande pregio.

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Parma, tra cultura e gossip

Con l’aiuto una buona guida potete scoprire, oltre alle opere del Correggio e del Parmigianino, le opere di Leonardo Da Vinci, del Beato Angelico, di El Greco, di Tintoretto, di Tiepolo e di Van Dick.

Ma potete anche divertirvi a conoscere il carattere dei parmensi, noti nella regione emiliana, come un po’ snob e un po’ furbi. Infatti considerano la loro città una piccola Parigi e non mancano di sottolineare di essere la città di Verdi, dichiarazione che fa molto arrabbiare i piacentini.

In effetti Verdi, nasce nel 1813 a Roncole di Busseto, in provincia di Parma, ma, trascorre gran parte della vita nella quiete della villa di Sant’Agata di Villanova, in provincia di Piacenza. Una vera passione poi i parmensi la ostentano per Maria Luigia, che, rese un ducato povero ed oppresso dai debiti, opulento e colto. La tradizione vuole addirittura che l’erre moscia sia stata acquisita dal suo italiano “francesizzato”!

Perchè Parma, Piacenza e Reggio Emilia insieme? Un’occasione per fare sistema

La grande e importante novità di Parma Capitale della Cultura Italiana è il riconoscimento dell’importanza di creare un ecosistema di sapori e saperi, ovvero di disegnare un territorio di eccellenze enogastronomiche, che comprende le provincie più vicine, Piacenza e Reggio Emilia.

Una sfida importante per Destinazione Turistica Emilia che punta a riunire le esperienze di accoglienza di un territorio che dell’ospitalità ha fatto un vanto. Pierangelo Romersi, direttore di Destinazione Turistica Emilia, è convinto che “ Parma capitale della cultura 2020 possa trasformarsi in Emilia 2020 con tante iniziative e diventi un’ occasione irripetibile per visitare l’ Emilia”. Una novità che dimostra quanto sia importante fare rete per trasformare un evento in una reale possibilità di sviluppo economico.

Per saperne di più visita il sito Visipiacentino e scarica l’app Visitpiacentino.

Roberto Rossi e Monica Viani

Indirizzi utili

Antica Trattoria Cattivelli

Via Chiesa di Isola Serafini 2

Monticelli d’Ongina (PC)

Telefono: 0523 829418

Web: trattoriacattivelli.it

La Favorita

Strada Bicchignano, 2

Vigolzone (PC)

Telefono: +39 339 1891385 e +39 0523877412

Web: www.agriturismolafavorita.com

Ristorante Da Faccini

Strada Provinciale 6, 10

Località Sant′ Antonio – Castell′Arquato (PC)

Telefono: +39 0523 896340

Web: www.ristorantecastellarquato.it

Agriturismo Chiulano

Frazione Chiulano di Vigolzone (PC)

Telefono: 0523878811

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2 commenti per “4 ristoranti imperdibili nel piacentino in occasione di Parma capitale italiana della cultura

    • Grazie per la segnalazione dell’errore. Lo faccio sempre, parte il correttore e nonostante mi riprometta di stare attenta mi capita ancora. Ora l’ho corretto

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