Web radio, comunicare in libertà nel segno dell’autenticità

La web radio per raccontare sempre la verità, in nome di #famedivero.

Internet comanda, ora che è entrato in tutte le case. Le nuove esigenze lavorative e didattiche, dallo Smart Working alla Didattica a Distanza (DAD), in aggiunta a tutti i servizi e possibilità date dalla rete elevano la “connessione” ad un valore primario, irrinunciabile, inderogabile. Ogni luogo pubblico, ogni abitazione, qualunque mezzo di trasporto consente oggi di collegarsi online e i mezzi di trasporto di nuova generazione prevedono il dispositivo bluetooth.

Non c’è storia, il mondo intero vuole essere connesso. E quei paesi, dove dittature dichiarate o artatamente camuffate che limitano l’utilizzo della rete, trovano milioni di ragazze e ragazzi, di donne e uomini che si oppongono a queste imposizioni. Si, perché la rete è libertà. Certamente andrebbe maggiormente controllata e protetta da chi ne fa un uso criminale, ma questo è un altro capitolo che prenderemo in esame in un altro momento. Il web è libertà. Libertà di informarsi, di scegliere, di orientarsi. Libertà di approfondire, di documentarsi, di comunicare.

E nella comunicazione entrano i media, house organ e testate di settore, blog e siti tematici, tv e radio. Eccoci arrivati al punto, oggi parliamo delle radio, anzi delle web radio, e ne parliamo con Tonia Maffeo, giornalista e responsabile marketing della piattaforma Spreaker.

A Tonia le chiedo di spiegarci le ragioni del fenomeno web radio: “in confronto alle radio classiche, quelle che tutti conosciamo, che si muovono sulle frequenze AM e FM per intenderci, la web radio utilizza un linguaggio più semplice e più diretto, creando un rapporto stretto e immediato con gli ascoltatori”. Bene, ma in tema di contenuti? “Anche i contenuti sono mediamente più personalizzati e più vicini al territorio. Vero che la web radio spande il suo messaggio nel mondo, senza quei limiti dovuti alle frequenze, ma proprio per questo cresce l’esigenza della web radio di creare un forte legame territoriale, diventando promotore di messaggi ad alto impatto emozionale. La loro apertura a tutti i tipi di piattaforme di distribuzione rende i contenuti fruibili in modo semplice e diretto, favorendo un maggiore coinvolgimento e interazione con gli ascoltatori che partecipano attivamente alla vita della radio”.

Per conoscere meglio questo fenomeno ed approfondire con chi di mestiere vive questa realtà, siamo andati a Gallipoli, alla seconda edizione del Festival delle Radio Libere, nella bella location dell’Hotel Bellavista Club Caroli Hotels. Vogliamo parlare e capire anche di vision radio e radiovisione, altri canali di comunicazione emergenti.

Perché la web radio deve essere preferita a queste? Lo chiediamo a Monica Viani, giornalista e blogger, co-founder di Famelici e di #famedivero network, web radio che spinge le proprie ambizioni verso il recupero e la tutela del Bene Comune.
Sono sostanzialmente due metodi per fare comunicazione via radio – ci spiega Monica. Nel caso delle vision radio e radiovisioni sono necessari investimenti importanti che, se da una parte raccolgono anche un pubblico della televisione, dall’altra mostrano il fianco rispetto alle web radio in tema di diffusione. La web radio raggiunge ogni parte del mondo connesso e poggia con facilità e con leggerezza su qualunque dispositivo mobile. Inoltre non chiede grande banda, basta un segnale di media qualità per poterla ascoltare”.

Creare una web radio è quindi poco impegnativo sotto l’aspetto economico?
Dipende sempre da cosa intendiamo per poco impegnativo e soprattutto cosa vogliamo ottenere dalla nostra web radio – continua Monica. Una web radio che punta ad un pubblico ampio e interessato dovrà impegnarsi su validi contenuti e su una programmazione di qualità, oltre ad una stabilità in chiave di servizio. Non comporta investimenti invece per l’acquisto di frequenze e di strumentazione, differentemente dalle vision radio e radiovisione che necessitano obbligatoriamente di apparecchiature costose. Possiamo dire così: la web radio, a parità di investimenti e di personale interno, garantisce una qualità di programmazione decisamente più elevata”.

Per ultimo sentiamo Filippo Comati, webmaster ed esperto in costruzione di web radio, nonché co-founder di #famedivero.
A lui chiediamo quali sono le caratteristiche che rendono la web radio preferibile alle radio classiche. 
Si tratta di una filosofia totalmente differente. Le radio classiche sono obbligate, per logiche di costi dovuti alla creazione e alla gestione, a mettere al primo posto la voce “incassi pubblicitari”. Senza queste entrate, e devono essere anche cospicue, una vision radio ma anche una radio FM non può mantenersi. Si capisce già a quali compromessi si è costretti a scendere, tra mercato e sponsor, la linea editoriale è nelle mani di chi foraggia… Al contrario la web radio è la vera radio libera. Qui è la passione, il volontariato, la totale indipendenza da logiche economiche a dettare la programmazione e a scrivere gli argomenti. Le web radio sono la vera e pura riproposizione delle radio libere degli anni 70 e parlano come loro, ad un loro pubblico, con le loro idee e la loro visione. Potrebbe anche essere un pubblico ridotto nei numeri, ma con loro la web radio condivide stessi interessi e stessi valori. Dietro ai microfoni di una web radio c’è la voglia di esprimersi, di sperimentare, il piacere di decidere di cosa parlare, di quale musica mandare in onda, senza vincoli, senza “padroni”. La web radio è la massima espressione della libertà”.

L’ideale strumento per #famedivero, mi sembra di capire, per raccontare la verità senza guinzagli, senza padroni?

#famedivero è la necessità di conoscere il dietro della facciata. Con #famedivero network, la web radio che abbiamo voluto inserire nel progetto e che presenteremo a breve, daremo voce alla qualità, alle eccellenze, fatta di donne e uomini, di ragazze e ragazzi che nella loro quotidianità operano nel rispetto della vita, guardando al futuro come collettività e non nell’individuale. Microimprese che non hanno voce perchè i grandi media, la grande massa, è raggiungibile solo spendendo tanti denari, quelli che cambiano la verità, quelli che fanno diventare ottimi prodotti merci di infida qualità. #famedivero accoglie queste eccellenze, piccole voci sottili che scivolano tra le urla della globalizzazione più becera, che parlano a chi sa ascoltare, a chi pensa che il bene proprio risieda nel Bene Comune. 

Detta così #famedivero e la sua mission, con il suo network web radio, appare una storia alla Davide contro Golia…

Non vogliamo fare guerra a nessuno, vogliamo semplicemente raccontare la verità a chi la vuole conoscere. Vogliamo dire cos’è il TTIP e cosa sarebbe la sua applicazione, vogliamo parlare dell’azienda agricola Landini che è in prima linea per il recupero della canapa e per il suo utilizzo nell’alimentazione, per la cura della pelle e per il benessere, vogliamo parlare di chi produce vino come Fabio Borrega, di chi lavora il grano antico come Francesco Azzoni, di chi produce colombe e panettoni come i fratelli Filippi, di Callipo e del suo tonno… ad esempio… ma ce ne sono mille e più di eccellenze straordinarie nel nostro paese. Li ha mai sentiti questi nomi? No vero? Vede quante cose non sappiamo? C’è #famedivero nell’aria, ora più che mai…

Mi ha convinto, mi hanno convinto. Le web radio e la fame di vero sono il presente e il futuro. Niente di nuovo però, perchè arriva dal passato, un passato che ritorna, perchè il meglio non è una moda, non è tendenza. E’ volersi bene. E il volersi bene alberga nel Bene Comune.

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