Covid, seconda ondata: la cultura della sicurezza e benessere

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Una omogenea visione della sicurezza, benessere e sanificazione nel punto vendita

Dalle barriere in plexiglass sino agli armadi per purificare i vestiti spassando per i tappetini pulisci scarpe passando per i purificatori d’aria: ma soprattutto l’adesione ad un progetto omogeneo di sicurezza e benessere all’interno dei locali, questo è importante. Nella foto in alto vedete un esempio, il marchio del Circuito di Negozi Purificati. Le aziende e i negozi che acquistano gli armadi sanificanti ÈONOS ricevono una vetrofania da esporre in vetrina o all’interno dei propri spazi: un messaggio immediato che comunica ai propri clienti sicurezza e affidabilità. É un esempio interessante. Quando si dice che è un fatto di cultura si intende questo, compreso l’attivazione di un dialogo attraverso relazioni off & on line che lega la struttura ed il suo cliente in un unico obiettivo comune: creare un ambiente sicuro e quindi di benessere. Si poteva fare di più nella prima ondata del virus?

Cultura della sicurezza: si poteva fare di più?

la cultura della sicurezza e del benessere nei locali resterà per molti mesi al centro dell'interesse dei nostri clienti.Vogliamo essere provocatori: oltre ai ritardi commessi da Regioni e Stato nel prevenire la seconda ondata siamo sicuri che nei punti vendita della nostra penisola sia penetrata realmente consapevolezza e una vera e propria la cultura della sicurezza? Non abbiamo visto una profonda e creativa attenzione da parte dei negozi, bar, ristoranti anche se la maggior parte di essi ha investito tempo e denaro a iosa per ottemperare alle indicazioni. Forse è mancata una cabina di regia (da parte delle associazioni?) che promuovesse un vero e proprio orientamento e una filosofia della sicurezza e della salute. Facciamo qualche esempio: i conosciutissimi ripari in plexiglas trasparenti se ne sono visti parecchi ma unitamente ad un errato o parziale uso. Che dire di purificatori d’aria, un’assenza rumorosa. E i tappetini pulisci piedi? E gli armadi sanificatori degli abiti (i vestiti, che raccolgono le goccioline di saliva, sopra infatti, vi si depositano non solo le particelle piccolissime, ma soprattutto le goccioline più grandi, che con maggiore probabilità possono contenere il virus). Che gli indumenti siano molto “colpiti” dal virus è dimostrato anche da altri studi. Uno dei primi articoli uscito su Nature nell’aprile 2020 ha mostrato che negli ospedali di Wuhan si riscontrava una maggiore concentrazione del virus in aria proprio nelle zone in cui i medici si cambiano.  Dunque: quanti armadi sanificatori avete visto in Italia? Pochissimi. E mascherine offerte gratis? La lista sarebbe troppo lunga: non è tanto sul particolare che vogliamo focalizzarci bensì sulla mancata percezione del consumatore di essere protetto all’interno di una visione chiara e omogenea: venite nei nostri locali e per prima cosa vi garantiamo sicurezza attenzione alla salute e, in fin dei conti, benessere anche psicologico.

Dialogare con il cliente sempre, a maggior ragione durante i lockdown

E il dialogo avviato magari attraverso la email o wathaspp (tutto naturalmente in un’ottica di permission marketing) dialogo che avrebbe permesso un contatto anche durante il lockdown, atto a contribuire in primis a arginare la carica ansiogena del momento unitamente alla possibilità di pronti aggiornamenti su orari e offerte? Ecco un altro punto dolente, il mancato colloquio attraverso la tecnologia nel prima-durante-dopo l’acquisto. Forse il negoziante, al pari degli imprenditori, deve entrare in un’ottica di “offerta sociale”, cioè di attenzione alle necessità del proprio cliente al di là della mera consumazione/acquisto: il futuro richiederà risposte anche su questo, risposte che almeno in parte, l’emersione dei negozi di prossimità, ha in qualche modo segnalato: proviamo ad ampliare questo tema?

Un particolare essenziale per i locali: l’areazione

L’aerosol è composto da una sospensione di particelle molto piccole che possono sostare o essere trasportate nell’aria, permanendo per un tempo che ancora è da stabilire. Fino a poco tempo fa la trasmissione airborne (al chiuso o all’aperto ma in luoghi molto affollati) non era segnalata fra le possibili vie di contagio e solo recentemente è stata inserita ufficialmente nella lista da alcune autorità sanitarie di riferimento, come i Centri di controllo e prevenzione delle malattie statunitensi (Cdc) statunitensi. E oggi fioccano gli studi sul tema: ad esempio una ricerca estone appena pubblicata su Environment International mostra che aerare adeguatamente gli spazi indoor potrebbe essere efficace, nella prevenzione del contagio: tenere le finestre aperte il più possibile o avere sistemi di areazione o depuratori approvati potrebbere essere una strategia centrale per contrastare la trasmissione del coronavirus almeno tanto quanto tenere le distanze, le mascherine e il lavaggio frequente delle mani.

Ci risiamo con la domanda: si potrebbe aumentare il senso di accoglienza sicura e di benessere del cliente? Si può procedere e di conseguenza pubblicizzare l’attenzione massima verso il proprio personale di servizio? Si può fare di più? Famelici ha cercato e vi offre una lista di apparecchiature che vi potranno aiutare in questa seconda ondata, nelle zone/colore che ovviamente hanno permesso di poter tenere aperte le attività: comunque, la cultura della sicurezza e del benessere nei locali resterà per molti mesi al centro dell’interesse dei nostri clienti.

Alcuni prodotti per contrastare la seconda ondata del covid

Non siamo soliti mettere liste di link, ma, vista la grande emergenza dei nostri giorni, abbiamo deciso di farlo a solo titolo esemplificativo

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