Il Covid e gli allevamenti di visoni. Che cosa succede in Italia?

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In Danimarca e in Irlanda, tra mille esitazioni e proteste, i governi stanno abbattendo milioni di visoni per paura della mutazione del Covid, promettendo la chiusura definitiva degli allevamenti. E in Italia? 

L’Oms ha inserito l’Italia nella lista dei 6 Paesi in cui è stata riscontrata la presenza del coronavirus in allevamenti di visoni.

Il Covid e gli allevamenti di visoni

Tra i mammiferi, i mustelidi, e dunque i visoni, sono particolarmente sensibili all’infezione da coronavirus, che provoca una grave polmonite bilaterale. Sembra che i visoni possano contagiare gli uomini, ma anche essere contagiati dagli uomini. E così gli allevamenti si trasformano in pericolosi focolai. Casi sono stati registrati in USA, Danimarca, Irlanda, Olanda, Svezia, Spagna e Italia.

Gli allevamenti di visone sono stati da diverso tempo nell’occhio del ciclone per le numerose denunce avanzate da molte organizzazioni che difendono i diritti degli animali. Tenuti in piccole gabbie, uccisi per soffocamento in camere a gas, a molti hanno ricordato la triste morte inferta alle foche, scuoiate vive.

Il Covid sembra aprire la strada al divieto di allevamenti che sono sopravvissuti alla moda delle pellicce ormai entrata in crisi da circa un trentennio. Così  l’Olanda, quarto produttore mondiale dopo Cina, Danimarca e Polonia, ha deciso di vietare l’allevamento di animali da pelliccia a partire dal 2021, anticipando l’alt che doveva entrare in vigore nel 2024. La Polonia si sta avviando a prendere la stessa decisione, la Francia (per il solo allevamento dei visoni) avvierà la proibizione entro il 2025.

E in Italia? Ad agosto sono risultati positivi al Covid almeno due campioni prelevati in un allevamento di visoni in provincia di Cremona, ma al momento non sono stati ancora presi provvedimenti. Nel nostro Paese sarebbero 11 gli allevamenti di visoni, di cui tre senza animali. Più della metà di questi allevamenti sono nelle regioni più colpite dalla pandemia: tre in Lombardia, due in Veneto e due in Emilia Romagna. In Emilia Romagna l’assessore alla sanità, Raffaele Donini, ha però dichiarato di volerli chiudere.

Ci siamo indignati per i wet market giudicati un attentato alla salute e non diciamo nulla contro gli allevamenti intensivi e gli allevamenti dei visoni?

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