Il mondo del vino: il futuro e la bottiglia per il post Coronavirus

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Il mondo del vino, come tutto il mondo agricolo, sa fare i conti con la Natura. Sa bene che è Lei ad imporre i tempi, così come ad infliggere brusche frenate.

Cosa si dovrà fare? Costruire wine experiences lontane da scadenze fissate da immemore tempo e, soprattutto, allontanarsi da un ipertrofico mercato che il Coronavirus ha messo in discussione per costruirne uno nuovo

Il Coronavirus impone di riorganizzare il lavoro in vigna e in cantina. Non solo, occorre pensare nuovi modalità di degustazione. Il modo, le occasioni di bere una bottiglia di vino rischiano di cambiare radicalmente.

Il vino, come il cibo, è sempre stato simbolo di convivialità ed oggi questa, a causa del distanziamento sociale, ha subito un imperioso alt. Che fare? Bisogna pensare a nuove wine experiences.

Da poco è iniziata la Fase 2 con tutte le sue incognite. Famelici ha deciso di chiedere a 5 produttori come cambierà il mondo del vino, un settore importante per l’affermazione del Made in Italy nel mondo.

Il mondo del vino: il futuro, la bottiglia per il post Coronavirus in nome di nuove wine experiences. Pronti alla riscossa!

Non è una lista, non è una classifica, è il desiderio di dare voce a chi produce vino in nome della qualità. É uno spaccato di un mondo che deve costruire il futuro.

Abbiamo, così, deciso di segnalarvi chi lo sta facendo consapevole di essere un anello importante del sistema Italia. Eccovi un’anticipazione di ciò che ci hanno raccontato Diego Cottini, Antonio Farina, Marina Cvetic, Carlo Volpi e Patrizia Daniele.

Per Diego Cottini titolare di Monte Zovo, un’importante azienda veneta produttrice di Amarone, ValpolicellaCalinverno (un rosso innovativo prodotto solo nelle migliori annate) – il Coronavirus, creando una situazione di emergenza, ha messo in evidenza la necessità di mettere in sicurezza i lavoratori e la tempestività di dare vigore all’e-commerce.

Per Antonio Farina, titolare di Podere Fedespina, se il Covid-19 sta mettono in crisi il mercato Horeca, favorisce invece creatività e tecnologia. Si scriveranno nuove storie e nuove regole in vista di un obiettivo molto più nobile: l’impatto ambientale.

Marina Cvetic, titolare di Masciarelli Tenute Agricole, punta tutto sulla passione, ereditata da Gianni Masciarelli, il visionario che ha fatto conoscere in tutto il mondo il Montepulciano d’Abruzzo come grande rosso.

Carlo Volpi, titolare di Cantine Volpi, non nasconde la paura iniziale, ma dalla situazione causata dal Covid 19, ha imparato come la voglia di non arrendersi e la forza della solidarietà siano l’arma migliore per combatterlo.

Patrizia Daniele, titolare di Erboristeria Officinale, spera che la sconfitta del Coronavirus apra la via ad un futuro migliore, che consenta a tutti di fare conoscere piccole produzioni capaci di narrare un territorio attraverso il vino.

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