Coronavirus Fase 2: come riapriranno i ristoranti e come sceglieremo il cibo

Share on FacebookTweet about this on Twitter

Le crisi nascono quando un modello alternativo spinge quello vigente all’auto- annientamento. Noi negli ultimi anni abbiamo vissuto l’imporsi di un “pensiero unico”, un modello non solo di sviluppo economico, ma anche culturale, che ha impedito la ricerca di punti di vista diversi da quelli vincenti.

Si è persa la capacità di dialogare, di costruire un percorso condiviso, preferendo sostenere un modello capace di distruggere stili culturali antagonisti. E poi è arrivato il Coronavirus che sembra mettere in discussione tutto.

Cambierà il nostro modo di mangiare e di comprare?

Se vogliamo sopravvivere e ambire a vivere meglio, dobbiamo ricordare l’insegnamento di Darwin: «Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti».

Partiamo da un presupposto: non smetteremo di mangiare. Rispetto a ieri consumeremo meno, ma ricercheremo la qualità. Non saranno più di moda toast all’avocado con salse dai nomi impronunciabili, ma si cercherà il rispetto dell’ingrediente in nome della salvaguardia della salute. Si cercheranno nuovi canali di distribuzione, nuovi modi di acquistare.

Vi proponiamo un viaggio nelle proposte e nelle prime analisi dei nostri comportamenti per affrontare l’imminente Fase 2.

Il Coronavirus e i ristoranti

Il primo passo del Coronavirus fase 2? L’igiene

Come vincere le prime paure per la ripresa di quella normalità che tanto auspichiamo, ma tanto temiamo? Primo punto: assicurare l’igiene, mostrare che abbiamo imparato a mettere al primo posto la salute.

Che cosa significa per la ristorazione? Guanti in lattice, capo coperto, mascherine e controlli severi  soprattutto durante la preparazione dei cibi. Il “fai da te” diventerà quella normalità a cui non siamo abituati.

Qualche consiglio pratico?

  • Porte che si aprano da sole per evitare che siano toccate le maniglie
  • tappetino che nebulizza disinfettante
  • portaombrelli
  •  predisporre guardaroba per giacche, soprabiti, con grucce distanziate
  • liquido disinfettante per le mani del cliente
  • in bagno predisporre l’uso dei sanitari in modo che non si tocchino le superfici. Niente asciugamani, ma gettito di aria calda
  • camerieri con guanti e mascherine, la stessa cosa per chi sta in cucina
  •  menu e carta dei vini su smartphone
  • tavoli distanziati 
  • posate in materiale asettico
  • pagamenti con carte, no contanti
  • mail da parte del ristoratore. Si ringrazia, si ricorda  cosa abbiamo mangiato e bevuto e si ricorda la prossima Lto. Lto ( acronimo che sta per “limited time offer).

Il secondo passo del Coronavirus fase 2? La fidelizzazione del cliente, non più clienti per caso. E allora  continuiamo a parlare con la clientela

Scordatevi di poter catturare il cliente di passaggio, di applicare la politica del mordi e fuggi. Probabilmente saranno rese obbligatorie le prenotazioni. Chi se ne avvantaggerà? Chi ha saputo costruire un ottimo rapporto con il proprio ospite.

Un consiglio? Sfruttate questo periodo di chiusura per riallacciare i rapporti con i vostri clienti. Costruendo una mailing list, organizzandovi con i colleghi per costruire una newsletter che promuova la vostra attività e il territorio, aggiornando i vostri siti e curando i social.

La paura di fallire porterà molte aziende a svendere perseguendo la politica della guerra al ribasso dei prezzi. Chi lo farà risulterà perdente. Chi, invece, punterà alla fedeltà, avrà più probabilità di avere successo in nome di un prodotto/servizio che soddisfa le esigenze del cliente.

Come comunicare?

  • Infondere fiducia, evitando la “sindrome del buon samaritano”
  • curare l’aggiornamento dei siti, valutando se aprire un blog o raccogliere il contributo di blog
  • usare i social per fare conoscere le attività che si stanno mettendo in campo
  • creare una newsletter o, almeno, usare sms, WhatsApp, Telegram
  • promuovere videochiamate
  • proporre eccessivi sconti non porta da nessuna parte. Si può pensare di proporre due menu con prezzi diversi.

Il terzo passo del Coronavirus fase 2? Sfruttare gli spazi all’aperto

Ormai lo abbiamo capito saranno proibiti gli assembramenti e, dunque, addio tavolate. Per molte attività, come le pizzerie, sarà un vero dramma. Più semplice per agriturismi e ristoranti con giardini o per bar con dehors.

Il quarto passo del Coronavirus fase 2? Prenotazioni on line e cancellazione gratuita

Occorrerà incentivare, come accade per il turismo, le prenotazioni con carta di credito, prepagate ma con cancellazione gratuita.

E la cucina d’autore? Che ne sarà dei ristoranti stellati?

Necessariamente i menu dovranno prevedere meno piatti e più semplici. Le brigate saranno ridotte per mantenere la distanza di sicurezza, gli stessi camerieri dovranno essere veloci ma pochi.

I piatti non potranno più conoscere complesse decorazioni per evitare passaggi lunghi. Si dovrà guardare più alla sostanza che alla ricerca della foto instagrammabile o il like su FB.

Nessun punto di forza rispetto alla ristorazione più popolare? Sì, l’abitudine di gestire i tavoli distanziati.

Il futuro dietro l’angolo della cucina italiana?

  • Più territorio, più Italia
  • più patti che recuperano “ingredienti poveri”
  • attenzione ai piccoli produttori, con cui magari stringere un patto virtuoso per promuovere la filiera corta
  • lavorare in rete in modo da creare un circolo virtuoso contribuendo all’economia del territorio
  •  più sapore meno estetica.

E non manca chi propone i dining bond

  • A Milano, nel ristorante di Porta Nuova, lo chef stellato Andrea Berton proporrà fino al 20 dicembre un voucher per due persone a 150 euro, ovvero il costo di un menu degustazione per un ospite.
  • Sempre a Milano, Claudio Sadler offrirà uno sconto del 35% sui menu degustazione nei suoi ristoranti sul Naviglio Pavese da utilizzare entro novembre.
  • Massimo Bottura  lancia i «futures» per cene o cene-soggiorni tra l’Osteria Francescana, la Franceschetta 58 e Casa Maria Luigia da usare entro dicembre 2021.

Il Coronavirus e i nostri acquisti

Esercizio di vicinato: la rivincita

Il piccolo negozio di quartiere era stato dichiarato definitivamente morto e invece è risorto. Insieme alla consegna a domicilio è il protagonista dell’era del Coronavirus. Sembrano due sistemi agli antipodi e, invece, come accade spesso, gli opposti si attraggono.
Soffrono gli ipermercati che stanno studiando la possibile trasformazione in mini-market. I grandi colossi non si sono dimostrati in grado di rispondere alle richieste del consumatore. Così sono cresciute piccole realtà agili, veloci, con offerte di qualità capaci di sfruttare la tecnologia.

Secondo i dati Nielsen, le vendite online di prodotti di largo consumo sono pari all’81%, circa 30 punti percentuali in più rispetto al periodo che ha preceduto la pandemia.

Un pizzico di filosofia al tempo del Coronavirus

Il Coronavirus ci ha costretti a fare i conti con il tempo. Costretti a casa, per alcuni è stata la possibilità di riconnettersi con se stessi, ma per molti la scoperta della noia, dell’attesa e del vuoto.
E che dire dell’esercizio della pazienza? Chi non l’ha sperimentata in coda per entrare al supermercato o nell’attesa, non più rapida, del suono del citofono che ci avvisa che la spesa on line è arrivata? Tutto questo ci spingerà a riflettere prima di acquistare, imparando a regolare i nostri consumi.

Pronti per programmare la Coronavirus fase 2? Mettiamoci al lavoro!

Potrebbe interessarti anche:


Potrebbe interessarti anche:


Il Coronavirus nulla può contro la solidarietà per salvare i ristoranti

Coronavirus, solidarietà, ristoranti Tripadvisor e la mano tesa ai ristoratori A fronte di una perdita stimata dalla Fipe di 10 miliardi di euro, e 700mila lavoratori fermi per il blocco delle attività arriva un’iniziativa di Tripadvisor...Il Coronavirus nulla può contro la solidarietà per salvare i ristoranti ultima modifica: 2020-04-14T10:27:40+00:00 da Monica Viani

 

 

 

 

Coronavirus Fase 2: come riapriranno i ristoranti e come sceglieremo il cibo ultima modifica: 2020-04-19T16:56:07+00:00 da Monica Viani

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *