Milano Food City, #nonsprecoproteggo e La Grande Abbuffata

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#nonsprecoproteggo alla Milano Food City: la dinamica di un incontro con l’aiuto di Marco Ferreri

Alla’interno della ‘Milano Food City’ 2018 (oltre 340 gli appuntamenti tra talk show, cultura, arte degustazioni e solidarietà) era utile un incontro in cui si parlasse di arte, di costume e di packaging?Non sta certamente a noi, che abbiamo collaborato alla sua riuscita, dare una risposta ma certamente il proporre un grande capolavoro del cinema italiano, “La Grande Abbuffata”, ha impresso all’incontro una dinamica molto particolare che ha visto tutti i presenti, nella stupenda saletta multimediale dell’Anteo, partecipare attivamente ad una conversazione piena di ‘fame’ (compreso certe spericolate sortite del film nel grottesco spinto al limite del sopportabile – come ben voleva il regista milanese), ‘fame’ di sapere, di socialità, di vita, di rigenerazione ma anche di contrasti e riflessioni.

Il film parla del suicidio dei 4 protagonisti attraverso il cibo, insomma una profonda provocazione che partita da anni insospettabili (1973) ha coinvolto i presenti (giornalisti, blogger, esperti di design etico, di marketplace e di packaging) in una profonda riflessione sul cibo ed il Pianeta. Un bel modo per la ‘Milano Food Week’ di festeggiare l’anniversario della nascita dello stesso Ferreri (1928) con Luca Cardone (che scrive anche sul nostro blog di critica cinematografica), insieme a Fabrizio Bellavista e Fulvia Lo Duca, past- president dell’Associazione, a far da tessitori della conversazione tra film e realtà.

 ‘La Grande Abbuffata’, il cibo come metafora

Le parole chiave emerse dalla conversazione? Su tutte certamente consapevolezza’!  Sì, il cibo è una grande metafora della vita e l’incontro ha cercato di svelare cosa c’è dietro questo aspetto fondamentale della nostra quotidianità: è stato anche ripreso il claim da poco rilanciato da una grande azienda parmense “mangio meno, mangi meglio, mangiare tutti”.

D’altronde l’hashtag #nonsprecoProteggo si è coniugato con le decine di iniziative della Milano Food City volte al risparmio e alla protezione del cibo come per esempio #IoNonButto per gestire le eccedenze alimentari e distribuirle a persone in difficoltà; un’ altra iniziativa a targa “Milano Food Week” è stato il focus “il carrello della spesa”, contemporaneo specchio della personalità e dello stile di vita di ognuno e spunto di riflessione sui consumi della collettività; sullo stesso tema c’è stata un’asta di 12 carrelli d’artista, esposti in Piazza San Babila.

Un incontro schierato sui temi della protezione e sostenibilità

Erano tantissimi gli appuntamenti previsti tra talk show, cultura, arte degustazioni disseminati nella città, ed è per questo che questo incontro ha cercato di esprimere la massima coerenza su più livelli. Oltre 100.000 i partecipanti, più del 40% rispetto al 2017, di cui il 30% proveniva dall’estero. Anche l’aperitivo e il libro offerto durante  #nonsprecoproteggo avevano seguivano uno story telling “di coerenza”. L’aperitivo era ispirato alle ricette di Tognazzi e rivisitato dall’Osteria del Cinema: le ricette erano tratte dalla “Grande Abbuffata” e dal libro “L’Abbuffone” di Ugo Tognazzi; il libro, invece, è una creazione di “Pourquoi Pas Design”, un volume già letto dalla designer Francesca Meana e che riporta sulla confezione una frase tratta dal libro.

Non c’è sostenibilità migliore del dare nuova vita ad un buon libro: #nonsprecoproteggo!

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